Il gioco del calcio ancora nel “pallone” per uno sponsor “illegale”

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A chi come chi scrive piace riallacciarsi ai vecchi proverbi, quello più che si attanaglia alla situazione attuale della Figc e che sembra quello più indicato potrebbe essere: “Errare è umano, perseverare è diabolico”. Più “dedicato” di così, non se ne è trovato un altro, dopo che la Federazione ha comunicato che la “Lega di Serie A verrà sponsorizzata dalla 1XBet”, grossa società russa di scommesse che opera in Italia senza la licenza dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: fatto assolutamente deprecabile e stigmatizzato, ovviamente, dagli operatori del gioco lecito e dai siti di casino online.

Ovviamente, questa “osservazione sulla illegalità dello sponsor” viene subito rilevata dal senatore Stefano Vaccari, componente della commissione Antimafia e coordinatore del comitato sull’infiltrazione mafiosa nel gioco legale ed illegale, in “collaborazione” con la paladina del no-slot l’assessore lombardo Viviana Beccalossi che già, a suo tempo, aveva preso di mira sempre la stessa Lega, quando aveva accettato come sponsor per l’Italia del calcio una società di scommesse (Intralot), ma questa volta legale.

Allora il Presidente Tavecchio, richiesto di rivedere la sua posizione, fece un passo indietro ammettendo di avere sbagliato nella scelta, dichiarazione resa dinnanzi alla Commissione parlamentare Antimafia: ma ora, di nuovo, oltre alla opportunità assurda e dubbia di collegare sponsor del gioco d’azzardo con il calcio, nel caso attuale c’è pure l’aggravante che si tratta di uno sponsor illegale. Anche oggi, quindi, questa decisione intrapresa deve essere immediatamente rivista, anche perché non si può dare spazio e pubblicità ad una rete illecita.

Anche Viviana Beccalossi ci mette il suo “carico da 90” nei confronti di Tavecchio: l’assessore lombardo, dopo la pregressa esperienza con Intralot, dallo stesso Tavecchio si ”aspettava un sussulto di dignità” e che avrebbe preso le distanze dal connubio gioco d’azzardo e gioco del calcio. Invece, come Commissario della Lega di Serie A è ricaduto nel medesimo e grave errore, confermando di essere (sempre secondo Beccalossi) assolutamente inadeguato per guidare lo sport più amato e seguito dall’italico popolo e si ritiene che lo stesso Tavecchio debba, ora, proprio farsi da parte.

L’assessore Beccalossi, come si sa, è da sempre schierato contro il gioco pubblico in senso generale, ha combattuto battaglie inverosimili per allontanarlo dal territorio ed ha sempre espresso il suo chiaro punto di vista sull’abbruttimento che tutto il gioco d’azzardo può riservare ai soggetti che vi ricorrono: è stata sempre coerente nel suo percorso di lotta e si è anche esposta sempre in prima persona. Quindi, discutibile o meno il suo personale pensiero, bisogna rispettare il suo lavoro ed i suoi intendimenti anche se non si comprendono a volte i suoi “percorsi”.

Per ritornare, infine, al rapporto tra Beccalossi ed il Presidente Tavecchio bisogna dire che quest’ultimo ha sempre negato all’assessore un incontro, anche dopo che gli è stata consegnata personalmente dall’assessore lombardo la maglietta anti ludopatia della Regione Lombardia. Successivamente, Beccalossi avrebbe voluto parlare al Presidente Tavecchio dei giovani: gli stessi giovani e le stesse famiglie che vedono nel mondo del calcio un ambiente sano e divertente e che non meritano assolutamente di vedere associata questa loro immagine al tema delle scommesse, illegali oltretutto.

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