In arrivo l’iPhone low cost della Apple

Il mondo cambia, la crisi morde e l’adattamento è necessario. E’ questo il discorso che avrebbero fatto a Steve Jobs dopo avergli mostrato il nuovo Iphone low cost della sua azienda. Essì, perchè il nuovo gioiellino della mela morsicata sarà messo sul mercato a soli 300 dollari grazie ad un risparmio sui materiali e alcuni gadjets sull’apparecchio. Al posto del vetro e alluminio si farà posto alla plastica e via dicendo; un gioco al ribasso volto ad invandere il succulento mercato dei paesi emergenti che come è stato già ribadito durante il Mobile World Congress, sta diventando la nuova frontiera per le aziende di telefonia e informatica.

Per restare a galla, dunque, l’azienda di Cupertino deve scendere a patti con la crisi e accettare il compromesso di non puntare al massimo della qualità e perfezione, visione del mondo e soprattutto del commercio tanto profusa dal suo Guro, il compianto Steve Jobs, ma deve produrre in massa e questo se si vuole restare in vita in un periodo storico in cui le aziende cadono come mosche e quelle che restano, seppur in difficoltà, devono ritenersi delle privilegiate. Il motto, dunque, è resistere o meglio, produrre per quel milione di prossimi utenti di High – Tech provenienti dalla Cina e dall’India che guardano con voracità alle nostre abitutidini e necessitano degli strumenti della nostra quotidianità per far fronte alla loro rivoluzione e crescita industriale.

La presentazione di questa novità assoluta del catalogo Apple sarà programmata, con ogni probabilità, per la fine di quest’anno. A suggerirlo è il rinvio del lancio del nuovo iPhone 6, l’ultimo in lista degli smarthone simbolo della mela. Rinvio dovuto, appunto, alla presentazione dell’iPhone low cost, il cui costo sarà soltanto di 300 dollari. Il nuovo prodotto, che può arrivare anche a 200 dollari, ha un guscio in policarbonato. L’intera scocca è in plastica per sostituire il vetro e l’alluminio, con un design maggiormente essenziale e sicuramente meno glamour rispetto agli altri prodotti del clan Jobs a cui per anni siamo stati abituati.

Stime di marketing parlano di circa 135 miliardi di fatturato proveniente della vendita del cellulare. L’apertura ai mercati orientali non era in programma fino a qualche anno fa, almeno fino a quando la crisi non ha smosso anche i piani alti dell’azienda costringendola a non avere come target soltanto la fascia alta di consumatori ma a dare una sguardo meno snobbistico anche alla middle class internazionale.

Una necessità di cambiamento segnalata da non pochi esperti finanziari, ma anche dai propri azionisti che sanno quanto sia importante restare sulla cresta dell’onda anche in mari non familiari, che vedono primeggiare Samsung o la stessa Nokia che proprio qualche tempo fa, ha creato un cellulare di soli 15 euro esclusivamente per i mercati emergenti. Insomma, una nuova veste pensata dopo la botta incassata mesi fa, quando il titolo perdeva preoccupantemente in Borsa rispetto all’altro colosso, Google, che risplendeva di nuova luce grazie al software Android nei cellulari Samsung.

Pace, dunque, all’anima del buon Steve, il visionario che sognava la perfezione in costante “perfezionamento”. Se volessimo parlare come bravi operatori marketing lanceremmo lo slogan, Chine and India rule. Ed in effetti, sono loro i nuovo acquirenti che dettano legge, assieme ad Africa e America Latina. Mercati che di certo non avrebbero mai accettato prodotti con prezzi altissimi. Ricordiamo che gli smarthphone Apple sono più cari del 133% rispetto agli altri prodotti di telefonia dei competitors.

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