Inter news: Il turnover non premia Mazzarri, ma la prova è confortante

Su un campo rovinato dalla pioggia, Inter e Cagliari danno vita a un match ricco di spunti interessanti, che termina col risultato di 1 a 1. Mazzarri opta per un turnover massiccio rispetto alle sue abitudini: dentro Rolando, Pereira, Kovacic e Belfodil, fuori pilastri come Campagnaro e Palacio. Mosse inedite per l’allenatore di San Vincenzo, che di solito privilegia le rotazioni corte e la riproposizione dello stesso undici quando i risultati sono positivi.
Il turno infrasettimanale di sicuro ha influito sulle decisioni di formazione, e alla luce del risultato si potrebbe pensare che le scelte non abbiano dato ragione al mister nerazzurro. A volte però si tende a considerare poco la casualità, che nel calcio ha un peso specifico rilevante in determinate situazioni.

Il pareggio di Nainggolan, con netta deviazione del portoghese Rolando (buona la sua prestazione al posto di Campagnaro) fa parte di quegli episodi che trascendono i demeriti di una squadra, ma che sono una componente fondamentale del gioco. Il Cagliari prima del goal dell’1 a 1 non ha quasi mai tirato in porta (anche se per diversi tratti di partita ha avuto un buon possesso palla) mentre Agazzi ha dovuto sfoderare più volte le qualità che lo hanno reso uno degli estremi difensori più ambiti della nostra Serie A.

L’assalto nerazzurro ha avuto inizio già nei primi minuti, ma prima Nagatomo e poi Guarin devono fare i conti con il portierone sardo. Belfodil si muove bene, ma gli manca ancora la concretezza del grande attaccante, così quando Nagatomo pennella al centro l’attaccante algerino colpisce di testa e sbaglia da pochi metri sulla ribattuta. Dopo un inizio di secondo tempo sottotono gli ingressi di Icardi e Palacio hanno cambiato ritmo alla partita, con il goal che nasce proprio da un’invenzione del “trenza” che smarca Nagatomo. Il cross del giapponese trova pronto Icardi che insacca di testa a pochi passi. Anche dopo il pareggio avversario Palacio è stato il più continuo nel cercare il goal, così la sua esclusione dalla formazione iniziale ha suscitato qualche perplessità. Se però si pensa alle sole 64 ore di distanza dalla partita con la Fiorentina e al fatto che l’attaccante argentino fu vittima lo scorso anno di un grave infortunio muscolare, allora la scelta di preservare i suoi muscoli (come quelli di Campagnaro o di uno stanco Jonathan, non più abituato a giocare un così grande numero di partite) appare ragionevole.

Palacio in azione

La difesa nerazzurra ha retto al meglio, con un Jesus insuperabile e un Rolando che, all’esordio, mostra le qualità che lo avevano reso una colonna del Porto di Vilas Boas. Al fianco di un Cambiasso ritrovato a buoni livelli anche il rientrante Kovacic ha mostrato di essere in buona forma, con alcune accelerazioni palla al piede che tanto hanno fatto innamorare i tifosi nerazzurri (nonostante un terreno di gioco non certo favorevole alle giocate di classe). Gli unici un po’ fuori partita sono stati Alvarez e Guarin. Ricky è stato sostituito a fine primo tempo, mentre il colombiano rappresenta un mistero ancora da decifrare: il giocatore devastante per larghi tratti della scorsa stagione ha lasciato il posto ad un centrocampista svogliato e poco presente mentalmente. Col ritorno di Mudingayi e Kovacic Guarin potrebbe presto accomodarsi in panchina, vista anche la presenza del giovane Taider che tanto bene ha fatto in quest’inizio.
La fondamentale partita con la Roma capolista è quasi alle porte e siamo certi che il mister nerazzurro, in questa settimana, preparerà al meglio l’impegno, che rappresenta già un importante banco di prova per le ambizioni per l’Inter da lui plasmata.

[Foto: Inter.it]

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