Juventus news: è Conte la soluzione alla crisi

Quando si è in Europa giocare normale non basta, quando incontri un’avversaria di stazza mondiale fame, determinazione ed intensità sono l’unica via da percorrere. La Juventus sembra averlo dimenticato perdendo così le sue caratteristiche principali. Vedere la squadra senza furore è strano, vedere i bianconeri prendere gol assurdi è ancora più strano.

Anche se la qualità della rosa è cresciuta con Pogba e Tevez è sempre la fame a fare la differenza. Una fame che Antonio Conte pretende in ogni partita ma che ancora non si è vista in Champions League. È vero che per i campioni d’Italia ci sono le attenuanti ma si sa, chi è vincente è più forte di tutto e non trova scuse. Le attenuanti poi nascondono alcuni limiti: con il Copenaghen Wiland supereroe? Si, ma alcune occasioni non si dovevano sbagliare. Contro il Galatasaray due cambi forzati per infortunio? Si, ma Quagliarella è risultato fondamentale ed il gol del 2-2 è imperdonabile.

Ritrovare l’intensità però non è l’unica cosa di cui la Juve ha bisogno perché anche il pacchetto arretrato quest’anno sta scricchiolando un po’ troppo. Gol in mischia, chiusure errate ed errori individuali stanno condannando la squadra bianconera a continue rimonte. Se a questo ci aggiungi anche qualche errore di Buffon allora l’allarme sembra essere più grande del previsto. In questo caso l’attenuante più utilizzata è il rapporto tiri in porta-gol. Anche qui però l’attenuante non regge. Prendi gol al primo tiro in porta? Si, ma è anche vero che al primo affondo arriva, puntuale, l’ingenuità della difesa.

Allora ecco che urge la mano del tecnico, quella mano che negli anni ha portato dal 4-2-4 al 4-3-3 fino ad arrivare al 3-5-2 attuale. La Juventus il top player ce l’ha in panchina ed è arrivato il momento di dimostrarlo. L’allenatore è chiamato ad un’altra mossa vincente anche perché bisogna far convivere quei quattro fenomeni di centrocampo e rendersi conto che sulle corsie laterali la scelta non è poi così ampia (Pepe sempre out e Isla che non convince).

Domenica nel frattempo arriva il Milan, squadra in difficoltà, sia in Italia che fuori. Battere i rossoneri però non può scacciare gli spettri europei. L’unica risposta questa squadra dovrà darla sul campo ed il 23 ottobre l’occasione è ghiotta perché “quel campo” ha già un nome: Santiago Bernabeu. Chi ha grandi ambizioni deve misurarsi con grandi squadre ed il Real Madrid è l’avversaria ideale per il riscatto.

Ricerca personalizzata