Kodak no.1, la prima fotocamera moderna e le sue immagini circolari

“You Press the Button, We Do the Rest” (Tu premi il pulsante, noi facciamo il resto) era lo slogan con cui divenne famosa la Kodak No. 1, la prima fotocamera lanciata sul mercato dal celebre marchio. Ideata da George Eastman (1854 – 1932), fondatore della Eastman Kodak Company nel 1988 fu la prima macchina fotografica in senso moderno.
La prima kodak si poteva acquistare per 25 dollari (circa 600 dollari odierni), per il suo prezzo non era proprio alla portata di tutti, ma la sua novità stava nell’ampliamento d’orizzonte della sua accessibilità, favorito dalla sua semplicità d’uso, espressa chiaramente dallo slogan e dal suo nome, come affermato dallo stesso Eastman: “la chiamai “Kodak” perché era un nome breve, vigoroso, facile da pronunciare”.

Fu la prima fotocamera ad essere pensata per i non addetti ai lavori e destinata a scopi amatoriali e rappresenta una tappa fondamentale per la storia della fotografia, il punto focale del passaggio dal professionismo delle prime fotocamere, complicate e costose, alla popolarità e all’istantaneità delle foto digitali alla quali tutti siamo oramai abituati.
La kodak No. 1 era una “scatola” di legno rivestita in cuoio, facile da maneggiare, con i suoi 900 grammi, rispetto alle fotocamere dei professionisti. Per scattare una delle cento fotografie a disposizione bastava girare una piccola chiave per riavvolgere la pellicola, tirare una cordicella per impostare l’otturatore e premere il fatidico pulsante, poi della stampa e della ricarica se ne occupava la Kodak stessa, per 10 dollari.

Per celebrare l’importanza della rivoluzione culturale messa in atto dalla Kodak, il National Media Museum di Bredford, uno dei più importanti centri culturali per la fotografia, il cinema e la televisione, ha recentemente pubblicato su Flickr una galleria di immagini scattate con la Kodak No. 1, risalenti al 1980. Queste “circular snapshots” hanno forma rotonda, come tutte le fotografie scattate dalla Kodak No. 1, progettata così per evitare che gli angoli risultassero sfocati, ed hanno un diametro di circa 6,35 centimetri.
Non sono foto d’autore, ma possiedono un fascino senza tempo proprio per la loro naturalezza e mostrano uno spaccato sociale della borghesia inglese alla fine dell’Ottocento.

Le venti fotografie selezionate dal National Media Museum riprendono i soggetti e le ambientazioni più disparati: per la maggior parte sono immagini di bambini, al mare, a passeggio, o in casa; ma troviamo anche foto di uomini e donne intenti in attività ricreative – bellissima la foto di una ragazza che legge e quella dei due uomini intenti a guardare il mare dal ponte di una nave – o lavorative, come quella di una donna in posa davanti al banco di un mercato. Tra le immagini vediamo sfilare anche stazioni, carrozze di treni e animali e persino un elefante immortalato in uno zoo.

La descrizione della galleria di immagini su Flickr si apre con queste parole: “Today, we take photography for granted. Anyone can take a photograph simply by pressing a button. Yet, it was not always so simple.” (Oggi diamo la fotografia per scontata. Chiunque può ottenere una fotografia semplicemente premendo un pulsante. Eppure, non è stato sempre così semplice). In questi tempi in cui l’istantaneità della riproduzione fotografica è diventata talmente accessibile da risultare scontata e, a volte, quasi banale, il National Media Museum ha voluto ricordare i tempi in cui una fotografia era una rarità, un piccolo gioiello ottenuto con difficoltà.

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