Come un’anziana signora di ottantasei anni osserva, nostalgica, i vestiti nel suo guardaroba, così gli amanti del fashion system devono comportarsi in occasione dell’evento più glamour dell’anno: la Notte degli Oscar.

La cerimonia più celebre del mondo è apprezzata non solo per la sua portata culturale, ma anche per gli indimenticabili momenti di moda che di anno in anno propone. Momenti riconosciuti degnamente solo dagli anni ’70, per diventare poi gli ingredienti principali e indispensabili dell’evento. Uno sguardo al passato, per poter apprezzare e criticare meglio il presente, è dunque d’obbligo.

E se lo scorso anno il capitombolo di Jennifer Lawrence, vincitrice dell’ambita statuetta per la sua interpretazione in Il lato positivo, nel suo splendido e pomposo Dior Haute Couture, allietò la formale cerimonia, quest’anno attendiamo prodezze comparabili da parte delle attrici nominate.

Prodezze che ci si augura facciano da cornice ad una storia, quella della Notte degli Oscar, in grado di raccontare l’evoluzione dei costumi, dei grandi nomi del settore moda e dei percorsi di stile di ogni singolo attore o attrice.

Ovviamente nella grande varietà di mise passate sul tappeto rosso più agognato di Hollywood, il gusto comune e la critica hanno da sempre avuto molto materiale su cui lavorare.

Se poi dal candido Dior della Lawrence, si passa al Zuhai Murad di Catherine Zeta Jones, alias Principessa Xena, i commenti sono decisamente giustificati. E lo divengono ancor di più nel rimembrare la mise dark di Helena Bonham Carter, che in un anomalo Vivienne Westwood, interpretò la parte della strega cattiva durante la Notte degli Oscar del 2012. Ruolo che era stato già tentato dalla bella Sharon Stone, che in un Dior nero piumato nel 2011, tentò di rubare il titolo “strega medievale” alla sofisticata Juliette Binoche, imbattuta dal 1998, quando permise a Jean Paul Gaultier di ricoprirla di velluto bordeaux.

E se le attrici citate hanno scelto, nel corso degli anni, look da antagoniste, il premio “principessa” lo vince la Gwyneth Paltrow del 1999, ricordando, nel suo Ralph Lauren rosa, l’inimitabile eleganza della Principessa di Monaco, Grace Kelly, riproposta poi con un etereo abito di Tom Ford nel 2012.

Sulla candida scia delle mise untouchable, ecco Meryl Streep, che in un morbido Chris March incanta il red carpet del 2010, preceduta solo dalla divina Marion Cotillard nel 2008, una “sirena fuor d’acqua”, rimasta un’icona di stile.

Un titolo, questo, che veste di diritto Audrey Hepburn, incarnazione dell’eleganza, enfatizzata ancor più dal Givenchy bianco ricamato, scelto per la premiazione del 1954.

Colori, stili e tendenze hanno accompagnato le attrici nel corso di queste ottantasei edizioni, regalando, con o senza premi, attimi indimenticabili nella storia della moda.

Una gallery per ricordare o, a seconda dei casi, dimenticare, in attesa della notte più glamour dell’anno.