“La maga delle spezie”, una lettura natalizia che profuma d’Oriente

“La maga delle spezie”; e il libro di cucina delle feste è servito. In effetti, ad una prima occhiata, non è difficile immaginare di trovarsi innanzi all’ultimo ricettario inedito della chef (vera o presunta tale) del momento.

Stavolta, la dolce cannella, le note pungenti di pepe, chiodi di garofano e coriandolo rappresentano ben più di un semplice accompagnamento per i cibi. Naturale strumento d’uso per esaltare le pietanze, medicina dell’animo umano nel romanzo di Chitra Divakaruni. Frammenti del misterioso Oriente da cui vengono attirate le persone di Oakland in California. Ognuno di loro avverte le fragranze che provengono dalla bottega indiana della via; e tutti entrano, trovando in un piccolo angolo di India sul suolo d’America il conforto dalle difficoltà quotidiane.

“E mi sono convinta che i vuoti spazi echeggianti del cuore siano parte integrante della condizione umana non meno del nostro desiderio di colmarli”: questo il pensiero di Tilo, l’anziana e sapiente ‘Maga delle spezie’ capace di trovare nelle stesse il rimedio che i visitatori stanno cercando ai loro affanni. Storie diverse, che riflettono nella sostanza la vicenda personale di Tilo, la protagonista del romanzo. Portatrice di un dono che pure è maledizione, accolto al prezzo della rinuncia alle proprie emozioni per accogliere quelle degli altri; ed, esteriormente, a vivere in un corpo vecchio e stanco che non è il suo. In attesa di qualcuno che sappia vedere oltre le apparenze.

Edita da Einaudi nel 2005, l’opera di Citra Divakaruni potrebbe essere l’ingrediente mancante con cui impreziosire questo Natale, vivendo così le calde atmosfere che sanno d’Oriente.

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