La tecnologia per i giovani italiani è troppo invadente e impersonale

Sei italiani su dieci pensano che la tecnologia renda “impersonali” e “meno umani“, ricevendo troppa importanza dalla società. A dirlo, va sottolineato, sono giovani nati nell’era dei social, degli smartphone e delle novità high tech, che convivono con la tecnologia senza poterne più fare a meno.

Intel, con la sua ricerca “Barometro Intel“, ha messo in luce questi dati, rilevati da un campione di ragazzi fra i 18 e i 24 anni. Lo scopo della ricerca era individuare il pensiero degli italiani rispetto alla tecnologia e, come dimostrato, non ha dato risultati per niente scontati. Un giovane su due degli intervistati crede che la società si basi troppo sulla tecnologia e il 76% che renda meno umani.

Allo stesso tempo, l’86% di loro ammette che l’innovazione tecnologica è essenziale, migliorando lo stile di vita e perfino i rapporti personali (60%). L’osservazione è curiosa: gli italiani non possono farne a meno, ma sono tra gli ultimi come nazione nell’innovazione e sviluppo di nuove tecnologie. I giovani intervistati credono negli effetti che potrà avere sul futuro e hanno fiducia che la tecnologia migliorerà di molto le loro vite, ma non appena si parla del Governo in Italia, solo sette ragazzi su cento credono che esso sia un innovazione per il Paese.

Secondo l’antropologa e Director of Interaction and Experience Research di Intel, Genevieve Bell, la reazione dei giovani non è un rifiuto della tecnologia, ma un modo per affermare che essa deve diventare alla portata degli stessi utenti, meno invadente e molto più personale. La metà degli intervistati rivela che vorrebbe che questa tecnologia li riconoscesse, imparando le preferenze e i modi di fare, una tecnologia più intuitiva basata sull’individuo.

La ricerca condotta da Intel ha evidenziato inoltre come le donne italiane sopra i 45 anni sono fan accanite della tecnologia, superando di numero quelle degli altri paesi. Questo, come ricorda Genevieve Bell, è la dimostrazione che la tecnologia, essendo in grado di risolvere i problemi di tempo e organizzazione delle donne di quell’età, si è conquistata un posto importante nelle loro vite.

Le donne pensano che le innovazioni porteranno a miglioramenti nel campo della sanità (51%), istruzione(56%), trasporti(42%) e lavoro(53%). Sono più predisposte, rispetto alle donne straniere, a tecnologie che potrebbero dimostrarsi molto personali, come bagni intelligenti che tengono sotto osservazione la salute o software che controllano l’attività lavorativa o di studio dei propri figli.

L’interesse delle donne over 45 rende ottimisti i pensieri legati al futuro della tecnologia nelle nostre vite. Genevieve Bell, in proposito dice “l’innovazione tecnologica sta iniziando a trasformare in realtà la promessa di inserirsi meglio nei ritmi dei nostri giorni, aiutandoci a risolvere problemi e bisogni specifici e creando nuove esperienze coinvolgenti, che saranno preziose allo stesso modo per uomini e donne“.

Sabrina Mancin per Bloglive

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