Lazio, crollo europeo: lampo di Klose, poi solo Atletico

    Riprende in malo modo l’avventura europea in casa Lazio: i biancocelesti perdono  il match d’andata dei sedicesimi di finale, concedendo un 1-3 all’Atletico Madrid e compromettendo seriamente il passaggio del turno.

    Le premesse non erano buonissime, stando al numero di infortunati nella formazione capitolina. Reja decide di disporre i “superstiti” con un 4-2-3-1 nel quale Gonzalez, Hernanes e Candreva supportano l’unica punta Klose. Stesso modulo anche per Diego Pablo Simeone, attesissimo dai suoi ex tifosi, che si affida agli spunti dell’ex juventino Diego ed al centravanti Falcao.

    Spagnoli che partono alla loro maniera, con pressing e possesso palla, ma alla prima fiammata è la Lazio a colpire: tiro tutt’altro che irresistibile da parte di Candreva, Courtois non trattiene e Klose si avventa sulla respinta infilando l’1-0.
    Solo un’illusione, perché l’Atletico reagisce immediatamente, dimostrando una condizione fisica e mentale superiore, ribaltando il risultato già nel primo tempo. Il pari arriva con Adrian Lopez, colpevolmente lasciato indisturbato davanti alla porta sulla sponda di Falcao; è lo stesso attaccante colombiano a completare la rimonta con la sua classica zampata da opportunista dopo un tiro-cross confezionato da Diego.
    Nella ripresa la situazione non cambia, perché la Lazio è immersa in un torpore che si traduce nei molti errori di misura nei passaggi e nella mancanza di determinazione nonostante il punteggio sfavorevole. Neanche l’ingresso di Kozak serve a dare consistenza all’attacco, visto che i madrileni continuano a tenere il pallino del gioco e sfiorano ancora il gol con Koke, che tira a botta sicura trovando la respinta di Zauri sulla linea. La terza rete dell’Atletico è solo posticipata: sgroppata di Adrian sulla destra e cross basso sul secondo palo per l’arrivo del solito Falcao, che firma così la sua doppietta personale.

    Sconfitta pesante per la Lazio, sparita dal campo dopo essere passata in vantaggio. I tanti assenti non devono essere un alibi per la squadra di Reja, che sbaglia l’interpretazione della partita, venendo schiacciata dalla superiorità tecnica degli spagnoli. Al ritorno servirà una prestazione di ben altro livello.

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