Le pagelle della Formula 1: Vettel con lode, si salva Alonso

Sebastian Vettel sorridente che festeggia al termine di un mondiale che lo ha consacrato per la quarta volta consecutiva campione del mondo. Mark Webber che compie il suo ultimo giro in pista su una Formula 1 senza casco e guanti prima del ritiro, come a liberarsi del peso di un mondo, quelle delle corse, che a lui forse ha più tolto che regalato. Un Fernando Alonso cupo sul podio, costretto per tutta la stagione a fare gli straordinari per chiudere al secondo posto a 155 punti da Vettel. Il commosso addio di Massa alla Ferrari. Queste sono le immagini simbolo dell’ultimo Gran Premio della stagione in Brasile; ma anche nel velocissimo mondo della Formula 1 ci si può, per un attimo, fermare a fare dei bilanci. Ecco, dunque, le nostre pagelle per la stagione 2013.

VETTEL 10 e lode: per la serie “Chi l’ha visto?”; questo avranno pensato i suoi rivali che del 4 volte campione del mondo hanno potuto apprezzare gli scarichi al via e poco altro, data la sua attitudine a fare corsa in solitario. Una macchina da sogno (Red Bull, voto 9) per una stagione da record con 13 Gran Premi vinti (di cui gli ultimi 9 consecutivi) e una disarmante velocità in qualifica che sembrava chiudere già al sabato ogni velleità. ALIENO .

ALONSO 7: media tra l’8, per la tenacia con la quale ha combattuto in ogni gara, e il 6 per i risultati ottenuti perché, se guidi una Ferrari (voto 5, per velocità ormai la quarta forza del campionato) l’obiettivo non può che essere il titolo. Il rapporto con la scuderia, per la prima volta in 4 anni, sembra scricchiolare, così come l’inguaribile ottimismo samurai dello spagnolo, al volante di una Rossa mai realmente competitiva. Parola d’ordine per il 2014: riscatto. BANZAI.

WEBBER 6: voto di stima che lo sfortunato pilota australiano a cui la dea bendata (o una scuderia che punta più sull’appeal del suo compagno di squadra) sembra voler mettere i bastoni tra le ruote ogni volta che le cose vanno per il verso giusto; ma con una macchina del genere tra le mani prendere 200 punti di distacco dal compagno di squadra e 43 da Alonso con una vettura nettamente inferiore, è un vero delitto. 2 motori in fiamme, 4 ritiri in totale giustificano in parte il buon Mark, in procinto di passare alla Porsche per dedicarsi alle corse di durata. Lo sostituirà Ricciardo (voto 7), la cui giovane età lo porterà a non pestare i piedi a colui che dovrà rimanere l’unico gallo nel pollaio austriaco. INCOMPIUTO.

GROSJEAN 6 ½: finale in crescendo per il futuro pilota di punta della Lotus (voto 8, vettura davvero competitiva in ogni circuito), più veloce persino del suo compagno di squadra Raikkonen (voto 6), forse con la testa già a Maranello. Una continuità finalmente trovata che lo proietta con fiducia al futuro, costanza che gli mancava negli anni passati, dove si faceva notare solo per la sua frequenza nel causare incidenti al via. MATURO.

MASSA 5: dispiace dirlo ma il buon Felipe, dopo l’incidente in Ungheria, non è più tornato quello in grado di lottare per il titolo mondiale nel 2009. Lento in prova, poco aggressivo in gara: è questo il leitmotiv di una stagione che lo vede chiudere all’ottavo posto, ultimo tra i piloti dei top team. Approda nel 2014 in una Williams (voto 4) quest’anno al limite del disastroso per sentirsi finalmente pilota di punta di un team. SPERANZOSO.

MERCEDES 7: dal disastroso 2012 ad uno sfavillante 2013 dopo, almeno fino alla vittoria agostana di Hamilton (voto 6, stagione anonima per il pilota inglese) in Ungheria è sembrata in grado di poter lottare anche per il titolo. Velocissima in qualifica con 8 pole position ottenute nelle prime 11 gare, un pò incostante in gara per un degrado delle gomme che si scioglievano più velocemente della neve all’equatore, si è spenta sul più bello annientata dalla crescita esponenziale della Red Bull. Una coppia di piloti ben assortita (bene Rosberg, voto 7, 2 vittorie per lui) getta finalmente un raggio di sole sulla casa di Stoccarda. RINATA.

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