Leggere è una delle più grandi conquiste mai raggiunte per l’essere umano. Permette di apprendere, conoscere realtà diverse e lasciar viaggiare la mente verso mete lontane. Un buon libro, per chi è abituato a leggere, rappresenta molto spesso un grande amico, un biglietto per un viaggio in luoghi fantastici ed una macchina del tempo, in grado di trasportare il lettore ovunque voglia. Purché si tratti di una meta di cui qualcuno ha già scritto, ovviamente.

Eppure, ogni anno, i lettori italiani sono sempre più in calo. Un dato preoccupante che non sembra essere percepito da chi all’abitudine di affiancarsi ad un buon libro preferisce quella di un gioco o di ore passate a leggere si, ma soltanto sui social. E non ci sarebbe nulla di grave se a questi passatempi si unisse, almeno ogni tanto, la sana abitudine di far viaggiare la mente. Cosa che purtroppo avviene sempre meno spesso.

A rivelarlo è un’indagine Istat che ha messo a confronto il numero di lettori del 2010 con quelli del 2016. In sei anni il numero di persone in grado di farsi affascinare da un buon libro è infatti calato di ben 4 milioni. Un numero tragico che, tornando ad oggi, mostra come solo nel 2016 sono ben 33 milioni le persone con più di 6 anni che non hanno mai toccato un libro. Il 57,6% della popolazione.

A rappresentare la maggioranza dei lettori sono gli uomini che vivono al Sud e che non hanno più della licenza media. Un dato che non migliora poi molto spostandosi verso il Nord ma che, sopratutto in Calabria, tocca punte altissime di non lettori. In calo anche i bambini che, da quanto è emerso, sono più propensi a leggere se in famiglia hanno genitori abituati a farlo. Il 69,7 % dei ragazzi che legge infatti ha uno o entrambi i genitori lettori.

Tra chi legge invece, è emerso che la media resta comunque molto bassa. I lettori più accaniti non superano in media la lettura di un libro al mese e rappresentano solo il 5,7% della popolazione.