Lorenzo Jovanotti, il Backup tour diventa una raccolta

A un anno dall’uscita di Backup 1987-2012, la raccolta dei successi di una carriera lunga venticinque anni, Lorenzo Jovanotti torna con una novità dal 19 novembre.
Questa volta, ci racconta il suo tour estivo che ha toccato i principali stadi italiani in Lorenzo negli stadi – Backup tour 2013. Un lungo viaggio che arriva alla sua tappa finale, con un doppio cd e dvd più un libro di 96 pagine.

Ripercorre così uno dei momenti più importanti Lorenzo, che offre ai suoi fan ancora una volta tanti strumenti per seguire la sua musica. Reinventarsi è la parola chiave del cantante toscano, da sempre alla ricerca di nuove formule per stupire il suo pubblico tra effetti speciali e sonorità innovative.

Nel primo DVD presente l’intero concerto senza tagli e interruzioni, nel secondo DVD c’è il dietro le quinte con immagini del backstage, un file in FULLHD per permettere di vedere il concerto anche da smartphone tablet e pc e ancora tutti i file mp3 audio del concerto. Nei due CD l’intero show mixato da Pino Pischetola, già sound engineer nel tour.

Nella sua pagina facebook, una sorta di diario che cura personalmente, qualche giorno fa ha commentato così il suo nuovo lavoro:

È un progetto che chiuderà questo anno di Backup iniziato esattamente un anno fa con Tensione Evolutiva, che rimane uno dei miei pezzi preferiti della storia della musica di tutto il sistema solare“.

E ancora, sempre dal suo profilo ufficiale, ha condiviso l’emozione nel riascoltare lo show:

Scrivo mentre sta suonando le tasche e sento i 50mila dello stadio cantare insieme a me. È una grande emozione, viverla qui da solo, se penso al momento in cui quella canzone è nata, una domenica pomeriggio di qualche anno fa. Ero solo anche allora, come adesso. Era niente, un testo scritto nel mio cellulare senza che ci fosse ancora una musica, un’emozione personale, intima, forse la più intima delle emozioni poi sparata in faccia al mondo, che è quello che fa il rock’n’roll, da sempre, senza ritegno, e meno male.
Poi parte terra degli uomini e vi sento tutti lì con me, come se fossimo uno. E poi tutta l’infilata di tanto/io danzo/muoviti/tribù che era il momento dello spettacolo dove mi ricongiungevo con il mio amato funk, e farlo in uno stadio era un bel cortocircuito. Insomma adesso continuo ad ascoltare, ora che non posso più modificare nulla, è il mio primo ascolto senza giudizio, disposto alla goduria pura, come se fosse un bel concerto in cui c’ero anch’io
“.

Credit photo [Michele Lugaresi]

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