Luca Miniero: “Vi presento Un boss in salotto. Zalone? Lo paragono a Benigni”

Classe 1967, Luca Miniero è uno dei registi del momento e sulla scia del grandissimo successo ottenuto con il binomio Benvenuti al Sud-Benvenuti al Nord, è pronto a tornare sul grande schermo con un cast di tutto rispetto e di eccezionale caratura riproposto in “Un boss in salotto“, che dal 1 gennaio 2014 sarà distribuito in tutte le sale cinematografiche. Lo stesso regista napoletano è intervenuto ai microfoni di bloglive.it per aprire ai nostri lettori le porte della sua ultima pellicola.

“Un boss in salotto” in arrivo in tutti i cinema: ci racconta il film in due parole?

É una commedia con tanti grandissimi attori, che racconta una storia di un presunto camorrista che viene spedito agli arresti domiciliari a causa di una sorella meridionale trapiantata al Nord. Più sintetico di così…(ride)”

Spendiamo due parole per gli attori del suo cast?
“Certo”

Rocco Papaleo.
“Grandissimo comico e grandissimo attore, riesce a rendere – come del resto Paola Cortellesi – delle situazioni assurde come se fossero vere. Rappresenta il meridionale ed è stato un piacere lavorare con lui”

Luca Argentero e Paola Cortellesi.
“Un attore molto bravo, che non fa solo della bellezza la sua arma. Ha qualità enormi, non lo scopro certo io. Lui interpreta il cognato, la cui sorella è Paola che in questo film è davvero straordinaria. Sono due personaggi emozionanti”

Angela Finocchiaro.
“Per me è una delle migliori attrici della sua generazione. Non a caso ha fatto parte anche del cast di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord. E con la sua solita ironia riesce a completare un altro personaggio molto particolare e bello da vedere”

Ci sono Ale e Franz.
“Nel film c’è più Ale, che è il marito di Angela Finocchiaro nel film. Riesce ad esser divertente nell’interpretazione del marito mantenuto dalla moglie. Un grandissimo cast, davvero”

Luca Miniero viene da due film che hanno riscosso un grandissimo successo, parliamo di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord. Se dovessimo fare un salto all’indietro nel tempo, che anni racconteremmo?

“Diciamo che sono stato anche fortunato. Sono film che raccontano quello che volevo già fare con il mio primo film, Incantesimo Napoletano. Con più o meno successo, questa sorta di conflitto viene spesso riproposto nei miei film. È stato un grande successo, anche grazie a splendidi attori come Alessandro Siani e Claudio Bisio”

Il set a volte aiuta a scoprire amici veri anche fuori dal cinema. Nel suo caso, quali nomi farebbe?

“Con Angela Finocchiaro c’è una frequentazione che va al di là del set e dico anche Massimo De Lorenzo. C’è però grande stima e amicizia anche nei confronti di chi incontro solo sul set, fa parte del cinema. E quando ci si rivede, è come se non ci si fosse mai lasciati. Per me questa è la magia del lavoro che facciamo”

Come è cambiato il cinema negli anni?

“Cambia tanto. Migliora e peggiora. Ma il cinema italiano ha vitalità, Zalone ce lo insegna. E non solo per gli incassi. Negli ultimi anni ha ottenuto una popolarità intelligente paragonabile anche a Benigni. Nel nostro cinema c’è Alessandro Siani, che dimostra quante novità possano esserci. La routine è sempre quella di dire che il nostro è un cinema minore, incapace di arrivare da qualche parte. Non la penso così”

I tre film dell’anno.

“Indico “La Grande Bellezza”, uno dei più interessanti. In qualche modo anche “Sole a catinelle” non può mancare e poi “Zoran” di Matteo Aleotto. Parliamo di tre pellicole diverse a livello di budget e di genere. Sicuramente ne ho dimenticato qualcuno, ma i tre che ricordo a primo impatto sono questi”

L’esperienza che ricorda con più piacere e quella che vorrebbe dimenticare.

“La prima proiezione di Incantesimo Napoletano a Napoli, davanti a 600 persone, è uno dei momenti che mi piace più ricordare. Allo stesso tempo magari c’è stata tanta delusione per qualche sceneggiatura rifiutata dai produttori, specie all’inizio. Nella carriera di ogni persona che fa questo tipo di lavoro ci sono i momenti più o meno positivi. Ma i conti, alla fine, tornano sempre. Ne sono certo”

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