Maroni: “Colpita l’economia delle mafie”

    E’ stato un intervento molto dettagliato, pieno di dati, soprattutto appassionato, quello che il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha fatto, dopo le accuse di Saviano su “Vieni via con me”, di presunti legami tra cosche del sud e la Lega Nord, il partito di Maroni.

    Dopo aver ribadito il concetto, per cui se fosse vero ciò che Saviano dice, allora sarebbe gravissimo che il partito del Ministro dell’Interno facesse accordi con le mafie, ovviamente smentendo categoricamente questa assuridità, Maroni ha snocciolato alcuni dati che sembrano dargli ragione, riguardo ai successi dei due anni del governo Berlusconi contro la criminalità organizzata.

    Sui 30 latitanti più pericolosi, ricercati all’inizio della legislatura, nel 2008, 28 sono già stati presi e consegnati alla giustizia; oltre 6600 il numero degli arrestati, tra mafiosi, camorristi e ‘ndraghetari, di cui ben 450 latitanti.

    Ma è sul fattore economico che il Ministro Maroni vuole soffermarsi, perchè l’aggressione dei patrimoni mafiosi è ciò che gli sta più a cuore: in soli 2 anni, sono stati sequestrati oltre 6000 beni, per un valore complessivo di 17,3 miliardi di euro. Non solo. E’ stata approvata una legge, sempre in questi due anni di governo,  per cui si prevede la totale tracciabilità del denaro, affluente alle imprese che si aggiudicano gare di appalto, non solo nella prima fase, ma anche per eventuali cessioni di sub-appalti a seconde e terze imprese, tale cioè da evitare che imprese “pulite” facciano da copertura per altre imprese, gestite dalle cosche, o legate ad esse.

    Il Ministro si è poi soffermato sull’importanza di colpire le mafie al nord, dove l’abbondante giro di affari, in regioni come la Lombardia, diventa un piatto sin troppo appetibile, per il malaffare organizzato.

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