Obesità, un male comune nei paesi europei

Nonostante sia già un problema riconosciuto e combattuto attraverso l’informazione e la prevenzione, quello dell’obesità resta un disagio comune a molti paesi. Un report condotto dall’Organizzazione mondiale della salute, in cinquantatre stati dell’Unione Europea, allarma con le sue statistiche.

Una maggiore percentuale di obesità tra gli adolescenti è stata riscontrata in Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda. Nella media gli italiani, seguiti poi dagli olandesi e dagli svizzeri. Dal 47,1% di bambini obesi a nove anni, con una percentuale lievemente inferiore per le bambine, si passa al 35% a tredici anni. Un dato preoccupante, che indica proprio quanto il sovrappeso sia divenuto una delle problematiche più diffuse, preludio solo di disturbi più importanti in età adulta.

La nostra percezione è che il sovrappeso sia diventato la norma nei bimbi europei. L’inattività fisica abbinata ad una cultura che promuove cibi economici e di scarsa qualità ricchi di sale, grassi e zuccheri sono fatali“, affermano gli autori dello studio condotto in Europa.

L’obesità può essere ovviamente ricondotta anche ad altre cause, come l’assunzione di farmaci, fattori ereditari o lesioni ipotalamiche, ma nella maggior parte dei casi è dovuta ad abitudini alimentari errate e all’inattività fisica. Una preoccupante involuzione che provoca nei ragazzini un affaticamento, fuori dalla norma, nelle occasioni di motilità oltre all’aggravarsi di problematiche osteo-articolari come la scoliosi o l’appiattimento dell’arco plantare.

Importanti ripercussioni del sovrappeso in età adolescenziale, si hanno anche sulla psiche: frustrazione, senso di inferiorità, difficoltà nella socializzazione e nel confronto con l’altro sesso, questi i disagi perenni del bambino.

E dunque, come prevenire questo imponente problema?

Il ruolo della famiglia e della scuola è fondamentale nell’anticipare sul tempo il sovrappeso. Un incremento dell’attività fisica, l’impostazione di una corretta educazione alimentare e uno stile di vita dinamico, devono essere l’obiettivo del genitore.

Porre attenzione sulla salubrità della dieta, evitando l’intransigenza, che non sarebbe percepita e giustificata dal bambino, è il primo passo. Creare un ordine alimentare, distribuendo l’acquisizione dei nutrienti in cinque pasti giornalieri e stimolare i ragazzini ad attività ludiche all’aria aperta, fondamentali a livello fisico e psicologico, questi il secondo e il terzo. Passi esigui e semplici per la corretta prevenzione di un problema ancora troppo sottovalutato.

Anche questo, dunque, come altri momenti della vita, necessita della guida di un adulto. L’impegno all’informazione prima e alla concretizzazione poi, deve avere il valore di una promessa fatta al benessere individuale e sociale.

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