Onu: i droni statunitensi non sono infallibili

È arrivata la denuncia anche da Amnesty International e da Human Rights Watch per quanto riguarda l’uccisione indiscriminata di civili da parte di droni, aerei senza pilota, in Yemen e in Pakistan.
Il rapporto di 102 pagine, dal titolo «Tra il drone e Al-Qaeda», prende in esame sei attacchi compiuti dagli Stati Uniti nel Paese Arabo tra il 2009 e il 2012-2013.

I sei bombardamenti, nell’indagine condotta da Letta Tayler, hanno portato alla luce la morte di 82 persone, tra queste almeno 57 civili. Un esempio è costituito dall’attacco avvenuto nel settembre 2012 a Sarar, nella parte centrale dello Yemen, dove un drone ha illegittimamente colpito un furgone passeggeri e ucciso dodici persone.
Nel dicembre 2009, data dell’altro attacco citato nel rapporto, le vittime civili furono quarantuno. L’attacco ha visto l’uso di munizioni a grappolo, armi tra le più devastanti visto che vanno a colpire soprattutto i civili.

Non da meno quanto avvenuto nell’ottobre del 2012 quando Mamana Bibi, una donna di 68 anni, è rimasta uccisa in un doppio attacco mentre raccoglieva ortaggi circondata dai suoi nipoti; in Pakistan, altro paese interessato dal rapporto, è da ricordare la morte di 18 braccianti nel luglio 2012, uccisi mentre stavano per cenare.

«Non può esserci alcuna giustificazione per questi omicidi. Nella regione vi sono pericoli reali per gli Usa e i loro alleati e, in alcune circostanze, gli attacchi coi droni possono essere legali. Ma è difficile credere che un gruppo di braccianti o un’anziana donna circondata dai nipoti stessero mettendo in pericolo qualcuno, per non parlare di un’imminente minaccia contro gli Usa» – ha commentato Qadri, ricercatore di Amnesty International sul Pakistan.

Se Obama afferma che l’uso di questi è solamente rivolto a compiere omicidi mirati in termine del numero di vittime, è altresì vero che la realtà, così come stabilito dal rapporto, è totalmente diversa e vede due nazioni, gli Stati Uniti e lo Yemen, condiscendi nel far calare il silenzio su questo aspetto poco considerato della lotta al terrorismo.

La cifra aumenterà con tutta probabilità. Un rapporto delle Nazioni Unite, che dovrebbe essere reso pubblico il prossimo 25 ottobre, afferma che dal 2004 il numero di civili rimasti uccisi durante attacchi aerei compiuti da droni statunitensi corrisponderebbe a 450 persone. Il dato, più esteso di quello fornito da Human Rights Watch, riafferma problemi quali la mancanza di trasparenza da parte dei governi coinvolti.

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