Intervistiamo Paolo Lagana, discriminato a X Factor perché gay

Paolo Lagana, cantante padovano, emigrato in Romania quattro anni fa per seguire il compagno, non avrebbe mai immaginato che la sua omosessualità potesse diventare oggetto di attenzione mediatica. Accade, però, che Paolo, nel partecipare come concorrente all’edizione rumena di X-Factor, sia stato vittima di una marcata discriminazione sessuale accaduta proprio in diretta TV. Paolo ci racconta in un’intervista telefonica in esclusiva cosa è accaduto.

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I fatti che hanno fatto scoppiare il caso sono imputati soprattutto ai giurati del programma. Tra questi, il rapper Cheloo, leader del gruppo hip hop Parazitii, il quale è noto in Romania per un chiaro atteggiamento omofobo, da un lato, e misogino, dall’altro, come testimoniano i testi offensivi delle sue canzoni. Un primo episodio di discriminazione si è verificato in occasione dell’esibizione live di Paolo sulle note di “Mad World”. «Prima della mia esibizione, Cheloo si è alzato e se ne è andato» racconta Paolo. «Prima si era lasciato andare a domande provocatorie, chiedendomi tra le risate maliziose se avevo un compagno, ammiccando al pubblico in maniera volgare, domandandomi se mi mancavano diottrie visto che forse non mi ero accorto di essere vestito molto male. Bittman si è invece rivolto a me utilizzando aggettivi declinati al femminile» – aggiunge e conclude – “Mi hanno dato anche della gattina“.

Ancora, il più pesante segno di odio omofobo è provenuto sempre da Cheloo, il quale – stando alle dichiarazioni di Paolo, confermate dai video sulla puntata in circolazione su You Tube – avrebbe detto: «Io disprezzo tutto ciò che sei, quello che voi rappresentate e questa nazione ti manderà a casa». L’affermazione del giurato rumeno è stata rivolta al cantante subito dopo una sua interpretazione di “Paparazzi” di Lady Gaga, canzone che gli era stata affidata per la performance canora. Ascoltata l’esibizione rivolto di spalle, mentre gesti offensivi venivano rivolti contro Paolo davanti a un pubblico palesemente d’accordo, il rapper ha inveito contro il cantante mettendo in scena un discutibile episodio di discriminazione sessuale.

La partecipazione di Paolo allo show canoro proprio in Romania voleva essere un modo per sensibilizzare il Paese circa l’omosessualità, data la rinomata omofobia rumena che “si riscontra da parte degli stessi omosessuali, prima ancora che dagli etero” afferma Paolo. Queste dichiarazioni hanno acceso un dibattito tra rumeni e italiani che seguono il profilo Facebook del cantante. Si leggono insulti nei confronti della comunità rumena e imprecazioni restituite dalla comunità offesa nei confronti soprattutto del meridione italiano. Razzismo che chiama razzismo, quindi.

Paolo è ancora in Romania, dove si è sollevata tanta attenzione mediatica attorno all’accaduto e messaggi di solidarietà si alternano a pesanti minacce – anche di morte – pervenuti tramite Facebook. Venuto a conoscenza dell’intervento di Fabrizio Marrazzo – portavoce del Gay Center in Italia – solo tramite la stampa, adesso il cantante attende dei provvedimenti. Paolo spera nella sospensione di Cheloo dalla TV rumena e in una maggiore sensibilizzazione della comunità dell’Est Europa, che possa archiviare il caso “Lagana” e parlare della sua musica, l’unico obiettivo da oggi in avanti.

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