PD alle prese con i casi Pannella, Renzi, D’Alema e black bloc

    Non è una fase fortunata per il Partito Democratico di Bersani, che solo la scorsa settimana ha fatto una figuraccia in occasione del voto di fiducia alla Camera, mostrando le divisioni interne, con i pannelliani che non hanno disertato l’Aula, come chiesto dal gruppo, oltre che a dare l’immagine di un’opposizione estremista che combatte le regole istituzionali di cui si dichiara sempre fedele osservante. Ma la lista delle preoccupazioni per il segretario è abbastanza lunga, a partire proprio dal caso Radicali, che hanno dichiarato, tramite i profilo facebook di Marco Pannella, che lo scorso mese sono andati a cena dal premier a Palazzo Grazioli. L’oggetto dell’incontro sarebbe stato sulla giustizia, l’indulto, l’amnistia, insomma, le solite tematiche che stanno a cuore dei libertari Radicali. Ma il PD vi ha letto più di una nota di malizia nelle dichiarazioni di Pannella, seguendo il motto latino “excusatio non petita, accusatio manifesta”. Anche se i Radicali di scusarsi nemmeno l’idea, dato che hanno giustificato l’incontro con il fatto che non troverebbero alcuna forma di ascolto nel PD. E Bersani e i suoi sono su tutte le furie, perchè pensano che sotto sotto almeno 5 dei 9 deputati di Pannella stiano sostenendo il governo Berlusconi.

    Ma se i Radicali sono più un caso “esterno”, è Matteo Renzi a scuotere i Democratici dall’interno, con quelle sue dichiarazioni contro la segreteria nazionale, che stanno creando notevole imbarazzo e malumori. Il sindaco di Firenze potrebbe candidarsi alle primarie per la premiership, quando queste ci saranno. Magari non vincerà, data la levata di scudi contro la sua persona, ma di certo riporterebbe un risultato pericolosissimo per la futura leadership della coalizione.

    Che dire poi del caso Massimo D’Alema, che è indagato per avere accettato voli low cost da parte di una compagnia aerea. In realtà, molto difficilmente l’inchiesta giudiziaria porterà a qualcosa. Per dirla alla Cicchitto, l’impianto accusatorio sembra molto debole. Ma la questione non è tanto processuale, bensì politica. Perchè rischia di essere un secondo affare Penati, dalle diverse proporzioni e anche forse in mancanza di un reato, ma pur sempre un episodio spiacevole per la base, che rischia di travolgere la segreteria Bersani.

    Infine la questione delle piazze violente che stanno dietro alla sinistra radicale con cui il PD certamente si alleerà alle prossime elezioni. Nichi Vendola ha preso le distanze e per questo è stato anche contestato e un pò strattonato ieri a una manifestazione di Fiom a Roma. Ma appunto questo è il segnale del patto con il diavolo che il PD ha già stretto, pur di rovesciare il governo e tornare al potere. Gli elettori moderati sono avvertiti.

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