Renzi in visita a Treviso: “Ripartiamo dalla scuola”

Matteo Renzi non perde tempo. Il giorno dopo la fiducia alla Camera il nuovo presidente del Consiglio è stato a Treviso, dove ha incontrato, tra gli altri, gli alunni della scuola media Luigi Coletti. A loro ha dedicato anche un messaggio su Twitter: «Che bello incontrare gli studenti! Sentivo la mancanza. Investire sulla scuola è il modo per uscire dalla crisi».

Al suo arrivo il premier è stato accolto dagli applausi ma anche dai fischi. Un gruppo formato da rappresentanti della Lega Nord, di Forza Nuova e dei Forconi lo ha preso di mira scandendo slogan e lanciandogli contro delle arance, senza però colpirlo. «Buffone, buffone» hanno urlato i contestatori, che hanno anche esposto uno striscione con la scritta: «Dopo Monti e Letta, ecco Renzi la terza marionetta». L’ex Rottamatore non si è fatto impressionare: «Noi non facciamo passerelle. Non siamo qui a tagliare nastri. Siamo qui a parlare con il Paese reale, è normale che ci siano anche contestazioni» ha commentato.

Agli studenti Renzi ha garantito il forte impegno del suo esecutivo a sostegno dell’istruzione, già ribadito più volte sia davanti al Senato sia davanti alla Camera: «Torno a Roma con i compiti per casa» avrebbe detto. Dopo aver scambiato qualche battuta con i ragazzi ha lasciato loro un indirizzo mail a cui far riferimento per proposte, critiche o lamentele: «Se c’è qualcosa che non va, me lo segnalate a [email protected]».

Intanto Antonio Saitta, presidente dell’Upi, l’Unione delle province italiane, ha inviato al premier una lettera nella quale chiede che a essere sbloccati per primi siano i progetti di edilizia scolastica già presentati ma non ancora finanziati a causa della scarsità di risorse. «Noi stimiamo che si tratti di investimenti per almeno un miliardo, tutti mirati a garantire la salute di studenti e lavoratori, a partire dagli interventi di bonifica dell’amianto – scrive Saitta – Sarebbe un segnale molto importante se, invece di perdere tempo prezioso ricominciando di nuovo con procedure burocratiche, per una volta si partisse da quello che c’è già». Nella missiva il presidente dell’Upi sottolinea inoltre la necessità di mantenere le strutture «al passo con i tempi».

In seguito il capo del governo ha incontrato il governatore del Veneto Luca Zaia e una delegazione di sindaci. «Paghiamo 21 miliardi di tasse all’anno e siamo una delle poche regioni con un residuo fiscale attivo – ha attaccato il leghista – Abbiamo un danno da più di 400 milioni per l’alluvione e la neve in montagna: a noi dicono che non ci sono soldi, ma si discute il salva-Roma che vale almeno altrettanto». I sindaci hanno chiesto a Renzi il superamento del patto di Stabilità, che costringe i Comuni a ridurre drasticamente gli investimenti sulle infrastrutture. Il premier ha preso appunti, e ha promesso un censimento in merito entro il 10 marzo. Poi ha aperto al federalismo fiscale, affermando che è necessario trovare la soluzione più congeniale senza ricorrere alla battaglia ideologica. Agli imprenditori ha invece promesso la riduzione dell’Irap e un taglio delle tasse per dieci miliardi di euro.

Da Roma è intervenuto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha sospeso ogni valutazione sul nuovo governo in attesa dei risultati concreti. «Il premier ha sicuramente captato alcuni problemi su cui intervenire. Abbiamo atteso 6-8 mesi per un giudizio su Letta, ora vorrei essere tranquillo che Renzi mantenga queste promesse» ha spiegato.

[Credits foto: ANSA/ANGELO CARCONI]

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