Roma silenziosa e immensa, mantiene innato il suo appeal cinematografico e Sorrentino la omaggia, nel suo capolavoro La Grande Bellezza.

Roma

Tutto lo splendore di Roma, viene fuori dalle scene del film. Grandi registi come Fellini e adesso Sorrentino hanno scelto Roma, con i suoi scorci capitolini e i suoi paesaggi, come sfondo per le loro storie da raccontare.

Seguendo Jep Gambardella, interpretato da Toni Servillo, nelle sue passeggiate notturne fino all’alba, per le strade dell’Aventino o quelle sulle rive del Tevere, lo spettatore viene catapultato in una Roma barocca e non convenzionale, tutta da apprezzare.

L’affascinante tour che porta hai luoghi cult del film, inizia dalla terrazza del Gianicolo, in cui è ambientata la prima scena della pellicola, con il monumento equestre dedicato a Giuseppe Garibaldi e il cannone situato sotto la splendida terrazza panoramica che ancora oggi spara a salve ogni domenica alle 12.00. Qui si trova anche il Tempietto di San Pietro in Montorio, detto anche Tempio del Bramante, che è una piccola Chiesa dalle forme classiche e una perfetta simmetria. Secondo il progetto originario doveva essere posto all’interno di un cortile circolare che ne evidenziasse la simmetria.

La fontana dell’Acqua Paola è la parte terminale dell’acquedotto dell’acqua Paola, un grande monumento barocco marmoreo posto sulla sommità del Gianicolo. Il Fontanone è protagonista della sequenza iniziale del film con le donne che cantano sulla balaustra della fontana e il turista che si sente male e crolla a terra, probabilmente sopraffatto dalla bellezza della città.

Palazzo Pamphili, in Piazza Navona, è un palazzo costruito tra il 1644 e il 1650, di proprietà della potente famiglia Pamphilj, in forme tardo rinascimentali. L’interno ha tre cortili, con un ingresso molto luminoso. Le 23 stanze del piano nobile sono affrescate da artisti come Giacinto Gemignani, Andrea Camassei, Giacinto Brandi, Francesco Allegrini, Pier Francesco Mola. La lunga galleria, progettata da Borromini, venne dipinta nel 1651-1654 da Pietro Da Cortona, ispirandosi alla storia di Enea. Palazzo Pamphilj ospita dal 1920 l’ambasciata del Brasile in Italia.

Il Salone delle Fontane dell’Eur con le sue pareti di marmo bianco, viene trasformato da Sorrentino in un’elegante boutique.

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In Piazza dei Cavalieri di Malta, accostando l’occhio al buco della serratura del portone del Priorato si vede la Cupola di San Pietro. Gli alberi del Giardino degli Aranci sono stati appositamente tagliati in modo da lasciar vedere la cupola. I protagonisti del film entrano nella Villa, che è l’ambasciata dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, per guardare dalla sserratura.

I Musei Capitolini costituiscono la principale struttura museale civica comunale di Roma. Si parla di “musei”, al plurale, in quanto alla originaria raccolta di sculture antiche fu aggiunta da Benedetto XIV, nel XVIII secolo, la Pinacoteca, costituita da opere illustranti soggetti prevalentemente romani. Una delle icone più note della Roma antica presenti nei musei è la Lupa capitolina.

Il Museo Etrusco è ospitato all’interno di Villa Giulia, una villa rinascimentale a cui un tempo erano annesse vigne e colture. Il Museo raccoglie i principali manufatti della civiltà etrusca, gioielli ottocenteschi e opere dell’arte greca.

Palazzo Braschi è un palazzo bellissimo nel cuore della Roma rinascimentale, regalato da Papa Pio VI al nipote. Il palazzo ospita oggi mostre temporanee ed eventi.

Palazzo Altemps è un altro museo situato nel cuore della capitale, a due passi da Piazza Navona. Il Museo di Palazzo Altemps è dedicato all’arte classica greca e romana.

Il parco degli Acquedotti corre accanto alla linea degli acquedotti romani. All’interno del parco si trova la sorgente della Marrana con il piccolo lago e il ruscello da poco ripristinati. Qui è ambientata la surreale sequenza con Anita Kravos nel ruolo della performer artistica intervistata con cinismo da Jep è ambientata nel Parco degli Acquedotti.

Le Terme di Caracalla erano famose in epoca romana come una delle 7 meraviglie dell’impero, celebri per i decori e le opere, che abbellivano il più grande complesso termale di Roma. Sono l’esempio più integro di grandi terme imperiali, libero da superfetazioni di epoca successiva. Furono volute dall’imperatore Caracalla sull’Aventino, tra il 212 e il 217, in un’area nei pressi del Circo Massimo. Erano le più sontuose della capitale dell’Impero romano, destinate all’uso di massa del popolino. In estate ospitano eventi e concerti di musica classica e di lirica. Alle Terme di Caracalla è girata una delle sequenze di respiro Felliniano del film di Sorrentino, ovvero l’incontro con l’amico prestigiatore che prova a far sparire una giraffa, simbolo di eleganza e maestosa bellezza.

Sulla collina del Pincio, accanto a Trinità dei Monti, si trova Villa Medici. I giardini della villa sono un museo a cielo aperto e l’Accademia di Francia, ospitata qui, organizza eventi e festival.