Roma, il perchè dell’ennesima umiliazione…

    I tanti supporters giallorossi accorsi a Monaco domani farebbero meglio a visitare a fondo la stupenda città, quantomeno per dare un senso ai soldi spesi per una trasferta che ha offerto loro uno spettacolo indecente.

    La sconfitta di stasera brucia, ben oltre il risultato, ben oltre la striscia di gare senza vittoria che va avanti dal ritiro di Riscone.

    La sconfitta brucia, perchè in campo è scesa una squadra senza anima alcuna, incapace completamente di creare gioco. Sembrava di assistere ad una partita di allenamento tra una squadra di Serie A, ed una di Lega Pro.

    Andiamo, comunque ad analizzare cosa, a nostro parere, ha condotto all’ennesima umiliazione di questa stagione giallorossa.

    Per farlo, ripartirei dalle parole del tecnico, che, a poche ore da Cagliari-Roma, ha parlato degli obiettivi stagionali della squadra della Capitale: “Puntiamo all’Europa League o ad un posto in Champion’s”. Decisamente troppo poco per una squadra che l’anno scorso è arrivata a pochi centimetri dallo Scudetto, e che quest’anno si è rinforzata. Parole che hanno rotto l’entusiasmo che si era generato attorno alla squadra, e che non poteva che fare bene alla piazza.

    Questa sera, infatti, si sono visti dei giocatori spenti, senza voglia di fare, che poco hanno creduto nelle loro capacità. Giocatori scesi in campo solo per limitare i danni. Troppo poco, contro una squadra, si vice-campione d’Europa, ma che non vantava tra le fila i suoi due uomini simbolo, Ribery e Robben. La Roma aveva le potenzialità per strappare più di un pari a questo Bayern.

    Capitolo partita. Tatticamente la formazione andava contro le basi del calcio. Un 4-4-2, spurio, senza esterni di ruolo, e con quattro centrocampisti centrali, di cui tre interditori, incapaci di lampi di classe, o perlomeno di far ripartire il gioco, dopo averlo interrotto.  Risultato? Tanta densità a centrocampo, densità priva di logica, e poco razionale.

    Totti e Borriello, in tutto ciò, venivano lasciati soli, senza un giocatore di raccordo tra linea mediana e attacco, i due giocatori più offensivi, erano completamente isolati. I due, tra l’altro non brillano per dinamicità, ed ogni volta che uno dei due aveva palla tra i piedi finiva col perderla. La soluzione era in casa. Jeremy Menez, che nasce trequartista, o Fabio Simplicio. A proposito del brasiliano, utilizzato con il contagocce, c’è da chiedersi se tra lui ed il mister scorra cattivo sangue.

    Il modulo, risulta essere l’indiziato numero uno per questa sconfitta. I giocatori di fascia non ci sono, eppure Ranieri si ostina a giocare col 4-4-2. Un cambio modulo appare una delle soluzioni più immediate e a portata di mano.

    Ultimo pensiero, lo merita l’atteggiamento. Mandare una squadra a giocare contro il Bayern con un atteggiamento tanto remissivo, appare un suicidio calcistico.

    Eppure Ranieri non sembra preoccupato, e tirando le somme ai microfoni di Sky, si dice soddisfatto della prestazione.

    Probabilmente non la pensa come i tifosi..

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