Se l’Ucraina diventa il simbolo di chi sogna l’Europa unita

Loro assediano le istituzioni. Ma lo fanno davvero, non come il MoVimento 5 Stelle. Scendono in piazza in 400mila, sfidando gli idranti e i manganelli della polizia. Loro vogliono l’Europa. Per loro l’Unione Europea rappresenta una garanzia di libertà, pace e progresso. Loro sono gli ucraini che stanno lottando contro un governo che si è rifiutato di guardare ad ovest per rimanere nelle mani di Mosca.

Meno Europa o più Europa? In Italia, invece, c’è chi sulle difficoltà della Ue ci sta marciando, diffondendo un sentimento anti-europeo che talvolta mette i brividi. Tuttavia, nonostante i toni trionfalistici di Beppe Grillo, in piazza sono appena 40mila, pacifici (e per fortuna) ma anche poco convinti. Che fare? Via dall’euro, via dall’Europa, sì al ritorno ad una moneta nazionale. Una prospettiva francamente triste, un insulto all’Europa e a quello che rappresenta. Che sia imperfetta lo sappiamo bene. Ma quel progetto di Schuman e Altiero Spinelli non è morto. Anzi, è proprio lungo quel solco disegnato più di cinquant’anni fa che bisogna riportare l’Europa. Non distruggerla, non accusandola di colpe che non ha. Perché questa crisi è frutto prima di tutto di una politica miope, incapace di adattarsi al mutato contesto economico generato dall’Euro. L’integrazione – per lo meno quella economia – sarebbe dovuta proseguire. Invece i nostri governi non hanno fatto abbastanza, perché da noi si parlava di altro, ad iniziare dai processi a Berlusconi e alle sue scorribande notturne.

L’Ucraina contesa, sogna la democrazia. In questi giorni, quindi, in Europa si sta vivendo un anomalo paradosso: da una parte l’anti-europeismo dilaga – ne avremo forse conferma alle prossime elezioni europee – in Francia, in Italia e anche in Germania. Mentre in Ucraina c’è chi manifesta proprio per entrare in Europa. I palazzi del potere sono letteralmente assediati. Purtroppo per l’Ucraina non sarà facile trovare una soluzione indolore, nell’una o nell’altra direzione. Si tratta di una “terra di mezzo”, dove si incontrano le sfere geopolitiche della Ue e della Russia. Ma qui non sta solo la necessità di scegliere da che parte stare. Qui è in ballo la democrazia e forse anche l’integrità territoriale della stessa Ucraina.

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