Serie A 4.a giornata: la domenica dei Llorente e dei Balzaretti

Dopo la zuccata che è valsa il 2-1 al Verona, ora Llorente potrà rispondere a muso duro agli scettici e a Tuttosport (che giovedì aveva titolato “È solo bello?“): “Non sono solo bello, so anche far gol. Pure decisivi“. L’attaccante spagnolo, alla prima da titolare, non ha perso tempo: ha cancellato critiche e polemiche, regalando tre punti molto importanti ai bianconeri bisognosi dei suoi gol. Come di quelli di un Tevez già in versione “deluxe”.

Ma le gare pomeridiane della quarta giornata hanno raccontato diverse storie di rinascite ed exploit come quella dello spagnolo. Storie con molti aspetti in comune. Come quella di Balzaretti, autore dell’1-0 che ha indirizzato il derby verso la vittoria della Roma. Anche il biondo esterno, con un passato in Nazionale, aveva perso molta di quella reputazione che lo aveva fatto considerare – a giusta ragione – uno dei migliori nel ruolo di terzino sinistro. Troppe le voci contrarie al suo impiego, numerosi quelli che invocavano la quasi totale “brasilianizzazione” del reparto difensivo di Garcia, con l’inserimento di Dodò, al fianco di Castan e Maicon (oltre Benatia).

E invece “Balza” ha saputo aspettare il suo momento, lavorare sodo, lasciarsi alle spalle le prestazioni opache ed esplodere tutta la rabbia agonistica che aveva in corpo nel momento più importante. Non ha smesso un attimo di sovrapporsi ai compagni d’attacco, dettare il passaggio, provare a inserirsi. Pochi istanti prima del gol, la sfortuna sembrava essersi accanita con quel palo colpito da due passi, ma è bastato aspettare la prosecuzione del gioco e una collaborazione De Rossi-Totti per riavere sul piede una palla d’oro, stavolta mandata a gonfiare la rete.

Ma, come detto, la quarta giornata ha mandato in onda il riscatto di tanti altri giocatori accantonati troppo in fretta nell’opinione generale. Basti pensare al clivense Pellissier, determinante nella prima vittoria stagionale contro l’Udinese, per non parlare degli ex “attori non protagonisti” della Fiorentina orfana di Mario Gomez. Il riferimento è a Mati Fernandez e al portiere Neto. Il primo ha realizzato la rete del momentaneo 1-0 all’Atalanta, il secondo ha chiuso la porta neutralizzando un’occasione capitata sul piede di Denis, in piena area piccola.

Volti e storie diverse, tenute insieme questo week end da un sottile filo rosso, che deve far meditare soprattutto i commentatori troppo frettolosi e quella parte di tifo spesso ondivaga ed eccessivamente impulsiva. Parlare di rivincita potrà sembrare troppo, ma per una volta ci sentiamo di stare al fianco di quella parte di calcio “sommerso”, spesso costretto a masticare amaro e ingoiare bocconi indigesti…

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