L’emittente araba Al Arabiya ha annunciato attraverso un tweet la liberazione delle tredici suore ortodosse rapite lo scorso dicembre dai ribelli siriani.
Le religiose erano state rapite dal loro convento di Maalula, un villaggio a nord di Damasco, noto per essere l’unico luogo in cui ancora si parla l’antica lingua aramaica.

Le suore, sequestrate insieme a tre ausiliarie del convento, sarebbero state trasferite prima nella roccaforte dei ribelli, la città di Yabrud, e sarebbero state rilasciate oggi nei pressi di Jdaydet Yabouss.
La notizia è stata confermata dai responsabili della sicurezza del Qatar e del Libano che si sono occupati della mediazione con i ribelli.
Il convoglio che accompagna le religiose è ora in viaggio verso il confine tra Libano e Siria, verso il valico di Masnaa, dove avverrà lo scambio che è alla base dell’accordo.
In cambio saranno, infatti, liberate ben 153 detenute legate ai ribelli.

Si potrà, quindi, concludere una lunga giornata in cui conferme e smentite si sono succedute numerose. Il rilascio delle religiose del convento di Maalula era stato annunciato dall’emittente Al Arabiya ma era stato subito smentito dal portavoce dei ribelli della regione del Qalamun, dove si trovavano le suore, specificando che la trattativa non si era ancora conclusa.
Nel pomeriggio, poi, era arrivato a Beirut il capo dei servizi di sicurezza del Qatar, Saadè El Kabyssi, che avrebbe trattato in prima persona con il leader dei ribelli libanesi.

Il Qatar si è già occupato, negli ultimi mesi, di trattative per la liberazione di prigionieri ed è considerato lo sponsor politico principale delle milizie di Jahbat al Nusra, il “Fronte della Vittoria del Popolo di Siria”.

Non ha ottenuto lo stesso risultato, invece, la mediazione circa la liberazione del padre gesuita Paolo Dall’Oglio, rapito nel luglio scorso da un gruppo islamista vicino ad Al Qaeda e di cui non si hanno più notizie dall’agosto del 2013 quando si sono succedute voci e smentite sulla sua morte.