Le aziende cominciano a sbloccare i social network per i dipendenti

Le aziende europee si aprono verso l’uso dei social network, prima bloccati, negli uffici. Solamente l’anno scorso le stesse aziende si erano rivelate molto restrittive nei confronti di certe applicazioni, in quanto, oltre a far perdere tempo al lavoratore, sovraccaricavano le linee aziendali e creavano un pericolo per la sicurezza dei dati.

Dalle interviste fatte da Easynet Global Services e Ipanema Technologies, esperti di soluzioni per la rete, a 650 responsabili dell’IT aziendale, è venuto fuori come molti social iniziano a essere sbloccati rispetto al 2012. Facebook oggi è bloccato per il 52% rispetto al 67% dell’anno scorso, Twitter al 42% contro il 50%, You Tube al 43% contro il 63% precedente.

Purtroppo solo il blocco di alcuni social ha subito un effettivo “miglioramento”, o diminuzione. L’accesso alle mail personali è stato sbloccato solo del 7% e LinkedIn ha subito un ulteriore blocco del 3%. Risultati positivi si riscontrano sopratutto nei video online sbloccati rispetto al 2012 del 28%.

Dai risultati si può notare un piccolo cambiamento, merito sopratutto della visione attuale dei social network: non sono solamente una distrazione per il lavoratore ma, nel modo giusto, possono essere un enorme vantaggio competitivo. Lisa Myers, Ceo di Verve Search, ha dichiarato inoltre che il lavoratore non diventa più produttivo se vengono bloccate le applicazioni social perché fanno parte della sua vita quotidiana. Bloccando i siti sul computer del lavoro non si fa che incentivare il lavoratore a usare lo smartphone per accedervi.

Per le aziende, negarsi la possibilità di poter accedere al mondo dei social network, alle possibilità di marketing e di social customer care ad essi collegati, rischia di essere una grossa perdita. Il problema da affrontare ora è quello di gestire al meglio il traffico social, permettendo l’utilizzo delle applicazioni essenziali per lavorare, senza sovraccaricare la rete.

Sabrina Mancin per Bloglive

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