Carlo Verdone sbarca al cinema con Sotto un buona stella prodotto da Luigi e Aurelio De Laurentiis. Il regista, sceneggiatore e attore romano ha spiegato di aver impiegato quasi 12 mesi per trovare il soggetto giusto: “Era un film che avevo in mente da diverso tempo, ma non riuscivamo a trovare un accordo con Aurelio sul soggetto”. La compagna ideale e perfetta di Verdone è Paola Cortellesi, che riesce anche a spostare il baricentro su di lei oscurando in parte l’illustre compagno di scena. Il cast artistico comprende anche Eleonora Sergio, Lorenzo Richelmy e Tea Falco. Viene riproposto il tema familiare già toccato in lavori come Io loro e Lara e soprattutto in Posti in piedi in paradiso, che qui arriva a toccare importanti tematiche sociali come la disoccupazione giovanile.

La storia racconta le vicende del dottor Federico Picchioni (Carlo Verdone), broker finanziario che improvvisamente perde tutto e si ritrova a fare i conti con mille difficoltà. La sua società è costretta a chiudere lasciandolo così disoccupato, l’ex moglie scompare lasciando un terribile vuoto in lui e nei suoi figli, Lia (Tea Falco) e Niccolò (Lorenzo Richelmy), che sono costretti ad andare a vivere con lui e la compagna Gemma (Eleonora Sergio). La situazione precipita rapidamente e la donna decide di andarsene. Sarà nella presenza della nuova vicina Luisa Tombolini (Paola Cortellesi) che troverà una complicità e una nuova felicità in grado di cambiare la sua vita e quella dei suoi figli.

Le risate sono assicurate in una commedia dove Verdone riesce a toccare in modo delicato temi importanti della nostra contemporaneità. La disoccupazione giovanile è arrivata a livelli elevatissimi, la difficoltà della separazione dei genitori con l’abbandono da parte di uno dei due e soprattutto il tema della solitudine che abita nella tristezza di ognuno di noi in determinate circostanze. La morte di una persona importante può riavvicinare, ma deve esserci la fortuna di una buona stella sulla propria strada. Una buona stella che può essere un incontro casuale, come quello tra Carlo Verdone e Paola Cortellesi, o come cambiare paese per trovare un futuro migliore, la strada intrapresa dai figli Lia e Niccolò, la prima per amore il secondo per trovare lavoro.

Il film si nota per un buon ritmo narrativo e per una grandissima complicità tra i due protagonisti, per la prima volta insieme sul grande schermo. Luisa entra in scena con ritardo, dopo 18’, ma la parte iniziale riesce a raccontare perfettamente la situazione con cui deve fare i conti il protagonista. Il riferimento al Festival dei poeti di Castel Porziano, voluto fortemente dal regista, è un tentativo di rilanciare quei piccoli esempi di cultura che hanno reso grande l’Italia del mondo e hanno contribuito a lanciare i giovani. Il film si avvale della fotografia di Ennio Guarnieri, mentre il regista ha voluto ringraziare le maestranze degli Studi di Cinecittà, dove il film è stato girato. Il buon risultato finale conferma come gli studi romani siano ancora un’élite a livello europeo. La denuncia di una società chiusa a sistema feudale è forte e riuscita. La bravura di registi come Verdone è raccontare fatti di stretta attualità attraverso la risata, che è un po’ l’essenza vera e propria della commedia. Il film uscirà nelle sale il prossimo 13 febbraio in 750 copie.