Steven Isserlis racconta Ciajkovskij

Steven Isserlis, brillante violoncellista di fama internazionale, si è improvvisato nuovamente scrittore, presentando il suo secondo libro intitolato “Perché Ciajkovskij si nascose sotto il divano?” edito dalla casa editrice Curci, dopo il clamoroso successo della sua opera prima “Perché Beethoven lanciò lo stufato“.

Perché Ciajkovskij si nascose sotto il divano?” è, in pratica, una raccolta di aneddoti che vede come protagonista non solo Pyotr Ilych Ciajkovsnkij ma anche compositori del calibro di Georg Friederich Händel, Franz Joseph Haydn, Franz Peter Schubert, Antonin Dvoràk e Gabriel Fauré. Così come fu per il suo primo libro, anche quest’ultimo corrisponde ad un particolare principio: quello educativo. Difatti il suo obiettivo è quello di avvicinare i ragazzi alla musica, in modo divertente ed ironico.

Pyotr Ilych Ciajkovsnkij, il protagonista di tutta l’opera, è descritto da Steven Isserlis come un uomo dal carattere impossibile. Sin da giovane presentò un’indole nervosa. Soleva dirigere la sua orchestra con la mano destra sempre alzata tanto da disorientare i musicisti, mentre con la mano sinistra si reggeva la testa in quanto temeva che le stesse per staccarsi dal collo. Morì all’apice del successo, lasciando i russi orfani della loro univoca identità nazionale.

Georg Friederich Händel geniale quanto folle. Si racconta che sia durante le prove che nei concerti tendeva a perdersi nella propria contemplazione, tanto da spiazzare i cantanti quanto gli stessi spettatori.

Franz Joseph Haydn viene descritto attraverso una figura curiosa. Un ometto dalle gambe corte e dal naso grosso. Ma nonostante questa descrizione comica ciò che prevale di sé è la sua gentilezza tanto da essere amato se non addirittura adorato, soprattutto dai bambini che solevano chiamarlo papà Haydn. Il compositore si crogiolava in questo nomignolo affermando spesso “Non morirò mai completamente“. E così è stato, ma grazie alle sue composizioni.

Franz Peter Schubert era, a detta di Steven Isserlis, un “tombolotto-spugna-fungo“, molto simpatico ma affetto da un timidezza patologica. Però quando riusciva a vincerla risultava estremamente cordiale. Purtroppo morì ancora giovanissimo mentre la sua musica resta ancora oggi eterna e attuale.

Antonin Dvoràk oltre alla musica aveva altre due passioni: la campagna e i treni. Si racconta che una volta invece di rispondere al suo editore preferì inviare con urgenza una lettera a un suo amico ferroviere con cui amava intrattenersi raccogliendo informazioni sulle locomotive.

Infine, Gabriel Fauré, dall’aspetto austero determinato dai suoi grandi baffi da tricheco, era essenzialmente un esteta innamorato della musica. Anche nelle composizioni dei suoi ultimi anni, benché anziano, dimostrava uno spirito sempre giovane e moderno.

Insomma “Perché Ciajkovskij si nascose sotto il divano?” si presenta come un libro traboccante di storie, curiosità e vignette, una lettura appassionante non solo per i ragazzi, a cui il testo è dedicato, ma anche per gli adulti che desiderano conoscere qualcosa di più della storia della musica e dei suoi compositori.

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