Ucciso a martellate a 8 anni: aveva difeso la sorellina di 7 da un tentato stupro

dante daniels

“Intendeva solo proteggere la sua sorellina da quell’orco, per questo è stato aggredito”. Questa la disperata testimonianza rilasciata da Monique Brown, nonna di Dante Daniels, il bimbo di appena 8 anni che è stato ucciso a martellate da un uomo che stava tentando di stuprare la sorellina di sette.

I fatti risalgono ai primi di settembre e hanno avuto luogo a Sacramento, in California. Protagonista della storia è Deandre Chaney Junior, un 23enne che ha aggredito e ucciso il piccolo Dante a suon di martellate. Secondo quanto riferiscono gli investigatori, il ragazzo aveva tentato di stuprare la piccola Danae di 7 anni, ma a un certo punto sarebbe stato attaccato sia dalla madre della bimba (che poi era la ex fidanzata dell’aggressore), sia dal fratellino.

Ed è stato proprio questo disperato tentativo di salvare la piccola dal tentato stupro che ha provocato la morte di Dante: il 23enne, per rispondere all’attacco dei due, avrebbe versato addosso a loro del liquido infiammabile e gli avrebbe sfoderato contro un martello e un coltello. Pochi giorni dopo l’aggressione, il bimbo di 8 anni è morto ucciso dai colpi di martello. La madre Elizabeth invece potrebbe perdere la vista dall’occhio sinistro, mentre la piccola Danae avrà bisogno di diverse operazioni per rimettersi in sesto.

Dante, quindi, è diventato l’eroe della situazione. Un martire, quasi. “Dante ha dato il suo cuore a un bimbo di 4 anni – ha raccontato la nonna -. Siamo fieri che questo bambino californiano sopravviverà grazie a mio nipote”. Intanto il ragazzo rischia ora una condanna di almeno 25 anni per omicidio, tentato omicidio e violenza su minore.

Ricerca personalizzata