Ucraina, Yanukovich dichiara una tregua mentre muore un giornalista

«Invito fortemente il governo ucraino ad astenersi da ulteriore violenza. Se i militari interverranno contro l’opposizione, i legami con la Nato saranno seriamente danneggiati». Si alza così la voce del segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen che richiama l’Ucraina. Dopo quanto accaduto nei giorni scorsi, la Nato non poteva rimanere indifferente.

EuroMaidan ora trasformata in UcrainaMaidan? Se la protesta di tre mesi fa era partita con l’intento di svegliare il governo ucraino per farlo accedere all’Europa, ora le manifestazioni e le conseguenze delle manifestazioni hanno decisamente cambiato il volto della protesta. Ora la prioritá è piú casalinga, piú nazionale: sconfiggere e mandare a casa Yanukovich e il sistema politico costruitosi sulle sue spalle, paragonato a un regime. Ecco allora che le cose cambiano velocemente, tanto da creare un allarme che scomoda anche Obama, il quale minaccia conseguenze qualora la situazione peggiorasse.

Mentre la cancellieri tedesca Merkel, a Parigi per un incontro bilaterale con il presidente Hollande, fa sapere di aver avuto una telefonata con il presidente russo Putin con il quale si è deciso «uno stretto coordinamento» per scongiurare un’ulteriore escalation a Kiev, è notizia di qualche ora fa che il presidente Yanukovich ha dichiarato una tregua. Questo il risultato dell’incontro avvenuto fra i tre leader dell’opposizione dopo gli scontri che hanno portato alla morte di 26 persone.

Ma la tregua non bloccherà certo l’incontro fissato per oggi dalle forze internazionali. Per oggi infatti, è stata fissata da Catherine Ashton una riunione a Bruxelles dei Ministri degli Esteri Ue, per decidere se applicare sanzioni al presidente e al suo entourage, dopo il bagno di sangue di due giorni fa, che oltre ai 26 morti ha causato il ferimento di 240 manifestanti. Confermata la notizia della conversazione telefonica avvenuta due giorni fa tra Putin e il collega ucraino e smentita la voce che voleva il presidente russo come consigliere di Yanukovich.

A Kiev le proteste non si placano minimamente e le peggiori ipotesi vengono confermate e messe in atto. Era il 2 febbraio quando si leggeva degli attacchi ai giornalisti e ai medici soccorritori. Ieri nella notte è stato ucciso Oleksii Limarenko, giornalista di Vesti a seguito di un agguato vero e proprio: il giornalista ed un collega sono stati fatti scendere da un taxi, picchiati e poi Limarenko è stato freddato da un colpo d’arma da fuoco.
Tutto questo avviene alle porte dell’Europa, la stessa cui gli ucraini pensavano seriamente solo qualche settimana fa. La dinamite sta per esplodere, i segnali ci sono.

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