Usa, la polemica di Cuomo contro De Blasio come tattica per le elezioni

La corsa alle presidenziali 2016 fa gola a molti. Indiscrezioni vorrebbero una probabile candidatura della signora Hillary Clinton, ma anche altri ambiscono alla Casa Bianca e fra questi potrebbe esserci anche una “nuova leva”: Andrew Cuomo. Governatore dello Stato di New York, italoamericano, democratico sta adottando una strategia interessante per farsi largo: usare la polemica costruttiva. Oggetto prevalente di queste polemiche strategiche sono le decisioni e le opinioni di un altro italoamericano, Bill De Blasio, il neo sindaco di New York.

Empire state. Questo si legge nelle targhe dello stato di New York e in questo momento in virtù del rapporto fra Andrew Cuomo e Bill De Blasio (che si conoscono da molti anni e hanno lavorato insieme), la politica newyorchese vive un periodo interessante. Le divergenze fra due dei politici piú chiacchierati e rilevanti della East Coast, hanno diversi argomenti ma l’ultimo saltato alle cronache la dice lunga sul cambiamento e l’inversione di tendenza degli americani. Due manifestazioni pubbliche, due risposte diverse da parte dei partecipanti: da un lato quella promossa dal primo cittadino a favore degli asili pubblici da finanziare con più tasse sui ricchi, dall’altro quella del governatore (corredata dall’hashtag #charterwork) che invece è promotore delle charter schools ovvero delle scuole finanziate sí dallo Stato ma gestite dai privati. I dati? Schiacciante vittoria partecipativa per Cuomo che ha trascinato in piazza circa 11 mila persone contro le circa 1.500 di De Blasio. Cifre che neanche Occupy Wall Street era riuscita a raggiungere.

Cosa nasconde questa strategia? La promozione pubblica di un’immagine nuova per un democratico: moderato, dalla visione fiscale e economica simile a quella repubblicana. Dimostrazione forse di una nuova corrente interna al partito. Il tutto in vista di un altro importante appuntamento che potrebbe essere chiave per Andrew Cuomo: la rielezione come governatore di New York. Perché la situazione dei Democratici dopo Obama non sarà facile da affrontare e forse la strategia del giovane Cuomo prevede il salto di una generazione di elezioni.

Secondo un sondaggio del New York Times infatti, otto americani su dieci vorrebbero Hillary come presidente. Subito dopo un altro democratico, l’attuale vicepresidente Joe Biden e poi due repubblicani, l’ex governatore della Florida Jeb Bush e il senatore Rand Paul. Ecco perché forse Cuomo ha intuito la giusta tattica da adottare: attendere ma nel frattempo emergere.

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