Le grandi sfide: Hailwood vs Agostini

Raccontandovi la storia di Mike Hailwood e della Honda NR 500 ho già accennato alle battaglie tra due grandi del passato: Agostini ed Hailwood.

Qui voglio ricordare più dettagliatamente la grande sfida della accoppiata Hailwood/Honda ad Agostini/MV Agusta per la conquista del Campionato mondiale classe 500 e alle ultime gare, dopo il ritiro ufficiale della Honda dalle competizioni mondiali, annunciato alla fine del 1967.

IL MANCATO CAMPIONATO MONDIALE 500 CON LA HONDA RC181
Nei campionati 1966 e 1967 Mike Hailwood con la Honda 500 4 cilindri RC181 sfidò Agostini con la mitica MV tre cilindri: perse in entrambe le occasioni ma non ne uscì sconfitto, specialmente nel 1966. Quell’anno infatti l’Honda era al debutto, con tutti i problemi di affidabilità di una moto nuova, e deputato a disputare il mondiale 500 fu Jim Redman che vinse infatti le prime due gare ovvero il GP di Germania (dove Hailwood era assente) e il GP d’Olanda. L’Honda vinse comunque il campionato marche (anzi quell’anno li vinse tutti cioè 50, 125, 250, 350 e 500).
Pur ragionando con il senno di poi si può affermare ragionevolmente che Hailwood avrebbe potuto laurearsi campione del mondo se solo gli avessero affidato da subito la RC181; infatti nel 1966 Mike ottenne comunque tre primi posti come Ago (anche nel 1967 conquisteranno cinque vittorie ciascuno); quindi determinanti furono i ritiri che caratterizzarono l’Honda al debutto, circostanza che si ripeterà anche nel 1967.
Per Hailwood una delle soddisfazioni più grandi venne dal Tourist Trophy del 1967, classe 500 cc. Quella, più che una normale prova di campionato mondiale, era un vero e proprio duello: Hailwood e la Honda contro Agostini e la MV. Hailwood aveva a sua disposizione la moto più potente, che però, incidentalmente, era anche la più difficile da maneggiare. Quando la bandierina venne abbassata, Hailwood partì come un razzo superando il record sul giro con partenza da fermo, ma c’era sempre Agostini, e per quanto Hailwood portasse a 175 chilometri all’ora il record sul giro, il miglior giro di Ago gli fu inferiore solo per un soffio. Hailwood si proiettava sul circuito in un’impressionante sequenza di ondeggi, beccheggi e derapate. A complicare le cose, la manopola del gas della Honda cominciò a staccarsi dal manubrio. La frenetica fermata ai box e l’aiuto di un martello non servirono a risolvere il problema, ma Hailwood non aveva tempo da perdere: ridusse lo svantaggio di undici secondi che aveva accumulato con la fermata ai box, riuscendo a conquistare persino un secondo di vantaggio, poi perse nuovamente terreno. Sembrava proprio che la MV avrebbe finito col vincere: poi, l’imprevisto accadde: a pochi chilometri di distanza dal traguardo la catena della MV cadde a pezzi… e la vittoria andò ad Hailwood.

Le ultime sfide
Dal volume “I tre moschettieri del motociclismo” articolo “Silverstone e Pesaro: incontrarsi e dirsi addio” di Ezio Pirazzini.
Nel 1971, a distanza di oltre due anni dall’ultimo effettivo incontro delle loro carriere parallele, Agostini ed Hailwood si sono incontrati ancora.
Mike aveva precedentemente fatto una sua apparizione sulle derivate di serie alla 200 miglia di Daytona, tenendo il comando della corsa fino al ritiro per noie alle valvole. Poi era passato alle auto.
La supersfida di Silverstone o l’incontro del secolo, come era stata enfaticamente annunciata è in realtà una trovata pubblicitaria promossa dall’Auto Cycle Union e dal giornale Daily Express montata in un clima di bentornato e di incitamento al prode Mike the Bike, in sella ad una Yamaha 350, che fu però succube dell’avversario vittima di una cattiva partenza, ma ad onor del vero va detto che Ago, in sella alla sua MV 350, ha tradotto il suo distacco finale in un valore ben superiore alla perdita in partenza di Hailwood che comunque dimostra il suo valore passando dal ventesimo posto iniziale al quarto. Ben ottantamila persone, più di quante erano presenti all’ultima prova di F1 automobilistica, hanno assistito a questo atto unico con manifestazioni di tifo incandescente e sportivissimo.
In risposta a Siverstone il Moto Club “Tonino Benelli” di Pesaro introduce nell’ambito della prova di Campionato Italiano il match di rivincita, galvanizzato dal fatto che la Benelli offre all’inglese una 350 quattro cilindri di vecchio tipo. Di fronte ad una folla osannante, di poco inferiore a quella di Silverstone, Hailwood conduce per i primi cinque giri, poi per altri cinque conduce Agostini; altri due giri per Mike e poi nuovamente Ago fino alla fine.
Per questo scontro l’ingaggio di Agostini era di due milioni mentre quello di Hailwood era di quattro e mezzo.
La loro sfida nei confronti diretti si concluderà qui a vantaggio di Mike per 41 a 32.

Sappiamo poi che Hailwood, dopo una parentesi automobilistica, torenerà trionfalmente alle competizioni motociclistiche nel 1978, a 38 anni, vincendo il TT su Ducati.