Megaupload chiuso? Anonymous attacca il Dipartimento di Giustizia e la Universal!

Non è passato molto tempo perchè partisse la controffensiva della comunità hacker mondiale, come avevamo già annunciato.

Dopo poche ore infatti dalla chiusura di Megaupload.com, il più grande sito al mondo di filesharing accusato di aver causato danni ai produttori di centinaia di milioni di dollari, Anonymous ha attaccato il Dipartimento di giustizia americano e la Universal, rendendoli praticamente irraggiungibili (al momento tutti i browser danno come non disponibili le pagine da diverse postazioni).

Non si sa per quante ore questo attacco informatico proseguirà, ma di sicuro la rappresaglia sarà dura per le lobby dell’industria audiovisiva americana e per il governo, ricordiamo infatti che la piattaforma sequestrata era utilizzata da milioni di persone quotidianamente, che si sono ritrovati di colpo impossibilitati ad accedere ai propri file, sia legali che non legali.

Ancora dubbi sulla effettiva legalità dell’operazione da parte delle autorità statunitensi, molti fruitori del noto servizio online lamentano la mancata possibilità di accedere ai molti file presenti sul sistema di condivisione online, in particolare molti degli utenti che possedevano un account a pagamento, e utilizzavano il servizio in maniera “legale”, condividendo file non protetti dal diritto d’autore di propria creazione.

Oltre a Megaupload.com, è stato chiuso MegaVideo, che era la piattaforma di film streaming utilizzata per la visione di film e telefilm in maniera illegale, e probabilmente quest’ultimo più che il file sharing su Megaupload hanno spinto le autorità ad intervenire in maniera così forte nei confronti del sito.

Intanti su Twitter l’hastag #OPMEGAUPLOAD è tra i più utilizzati al momento

Du seguito il comunicato di Anonymous:

“Anonymous lancia il più grande attacco di sempre, contro i siti del governo e dell’industria della musica. Anonymous è partito all’azione e ha iniziato a rendere irraggiungibili una migliaia di siti – incluso il Dipartimento di Giustizia, l’Ufficio del Copyright americano, la Universal Music, il RIAA, la MPAA e una manciata di altri siti internet”

e ancora:

“Molti membri del congresso hanno cambiato la propria posizione sul Sopa, ma il raid contro Megaupload ha provato che i federali non hanno bisogno del Sopa o del Pipa per colpire il web”

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