Gli occhiali 3D sono pericolosi, vietati ai minori di 3 anni

Dal grande kolossal di James Cameron Avatar ad Alice in Wonderland di Tim Burton,  fino alla favola premiata all’Oscar di Martin Scorsese Hugo Cabret. Sono tante le pellicole che negli ultimi anni si sono servite della tecnologia tridimensionale, e il pubblico sembra apprezzare.

Nonostante ciò, sono continui i proclami che vogliono il 3D ormai sul viale del tramonto, tirando in ballo ora il prezzo (eccessivo) dei biglietti ora i malesseri fisici che la visione di un film a tre dimensioni può causare. E ad essere spesso nell’occhio del ciclone sono proprio loro: gli occhialini. Il solo strumento a disposizione del pubblico oggi, per godersi la magia di un cinema che regala alla nostra vista l’illusione ottica di oggetti e personaggi che escono fuori dallo schermo per venirci incontro.

Sin dall’inizio in Italia, il boom della visione stereoscopica è stato accompagnato dai dubbi sulla presunta pericolosità degli occhialini 3D. Risale al 2010, dopo l’episodio di una bambina di tre anni ricoverata a Milano per una forte infiammazione all’occhio dopo aver visto al cinema Alice in Wonderland, la circolare del Ministero della Salute che invitava i gestori delle sale ad attenersi scrupolosamente all’uso di prodotti monouso, e a sconsigliare l’uso delle lenti per i bambini con meno di sei anni. A ribadire la pericolosità degli occhialini usati per vedere i film in 3D è il Tar del Lazio. E’ di pochi giorni fa una sentenza in merito al ricorso presentato dall’Anec e dalla Cinema Teatrale Politeama Tuscolano Srl, avente ad oggetto proprio l’annullamento della circolare ministeriale.

Il Tar pur accogliendo parte delle motivazioni dei ricorrenti, dichiarando legittimo anche l’utilizzo degli occhiali 3D multiuso, ha imposto agli esercenti l’obbligo di pulire e disinfettatare tali prodotti dopo ogni uso nel rispetto dei protocolli di legge, e utilizzando una speciale lavatrice Ecolab, a una temperatura obbligatoriamente fissata al minimo di 50 gradi che serve ad evitare il rischio di infezioni batteriche e virali. Contestualmente  il Tar ha anche ridotto da 6 a 3 anni il limite minimo d’età per la visione degli spettacoli tridimensionali.

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