La Sbk nel tempio della velocità

Monza, tutti aspettavamo di vedere di nuovo Max Biaggi in sella a una moto, invece lo abbiamo riascoltato come cronista per le reti Mediaset ma lo spettacolo in pista, anche senza Corsaro, non è mancato.

Sul circuito più veloce del mondo, in Italia, i nostri piloti dovevano dare una prova di forza, una sterzata rispetto ai francesi, inglesi, americani e australiani che da qualche tempo ci rubano la scena.

Mi aspettavo una gran Ducati e invece non si è mai vista, causa una moto troppo acerba per gareggiare e competere nella massima categoria delle derivate dalla serie inoltre, il suo alfiere, Carlos Checa, non ha potuto prendere parte alla gara per gravi problemi ad una spalla. Le quattro cilindri, su questo circuito si esaltano, la casa di Noale e quella Bavarese hanno i motori più potenti e veloci del circus; allora ho riposto le mie speranze in “Macho” Melandri, anche se ultimamente i suoi risultati sono stati non all’altezza del suo talento e della sua Bmw.

Sykes, su Kawasaki, è apparso fortissimo in qualifica e poi le due Aprilia, affidate a Guintoli e Laverty, sembravano imprendibili sui lunghi rettilinei di Monza. Invece Melandri, in gara 1, ha tirato fuori la zampata vincente all’ultimo giro ed ha vinto di un soffio battendo proprio Aprilia e Kawasaki.

Grande Marco, ci voleva proprio un risultato incoraggiante che desse una sterzata al suo mondiale, queste le sue parole:
È stata una delle vittorie più emozionanti della mia carriera. Era impossibile fare tattica perché da un giro all’altro potevi trovarti da primo a quarto. Nessuno aveva il passo per scappare, quindi è stato molto difficile. All’ultima curva mi sono trovato in quella posizione quasi per caso, ma dovevo provarci“.

Gara 2, sembrava la fotocopia della prima: quattro fuggitivi, le due Aprilia, Melandri con Bmw e Sykes su Kawasaki. Sorpassi, controsorpassi, staccate a limite e intraversate sono state il sale del gran premio di Monza.

Laverty, nell’ultimo giro, si è vendicato del torto ricevuto da Melandri in gara 1 e con la sua stessa tattica è andato a vincere, seguito proprio dal ravennate e da Sykes sulla “verdona”.

Che spettacolo ragazzi, la passione dei tifosi sugli spalti mixata al rombo dei motori. Un gran festa targata italia e Sbk da brividi.
Il campionato pare riaprirsi, vedremo nella prossima gara, in terra inglese, quello che i nostri portacolori, rimasti in pochi, riusciranno a fare.
Non sarà semplice, il circuito di Donington Park è da sempre “terra” dove gli inglesi venderanno cara la pelle e il meteo, da quelle parti, è un loro grande alleato. Ah, spero di rivedere in pista Biaggi, magari su Ducati, ne avrebbe bisogno la Panigale, i tifosi e forse anche lui. Non riesco a guardarlo con la cuffia da cronista davanti ad un monitor mentre i suoi colleghi danno spettacolo in pista.

Un lampeggio a tutti.