È morto Nelson Mandela

Si è spento a 95 anni, nella sua casa a Johannesburg, Nelson Mandela.

Il leader sudafricano combatteva da settimane una guerra contro una grave infezione polmonare e per questo era stato ricoverato.
E’ di pochi giorni fa la notizia che, nonostante la gravità del suo stato di salute, Nelson Mandela rispondeva all’affetto delle figlie e continuava a predicare con spirito di pace e tolleranza.

Voglio ricordare con semplici parole la sua umiltà, la sua grande umanità per la quale il mondo intero avrà grande gratitudine per sempre“. Così il presidente sudafricano, Jacob Zuma, nel ricordare Nelson Mandela. Nel suo annuncio Zuma si è rivolto ripetutamente a Mandela col suo popolare e affettuso soprannome: Madiba.

Una vita per la libertà contro l’apartheid. Nelson Mandela è stato il simbolo della lotta dell’Africa nera contro la dominazione bianca sul continente. Cresciuto nel regime dell’apartheid razzista che oppresse il Sudafrica dal 1948 al 1994, ha dovuto scontare una pena di 27 anni di carcere, quasi un terzo della sua vita. Con il suo messaggio di perdono e riconciliazione ha saputo trattenere il suo Paese dal precipitare in un temuto baratro di vendetta e di sangue.

Nelson Mandela nasce nel 1918 a Mvezo, un villaggio del Transkei (sud-est) da una famiglia di sangue reale di etnia Xhosa. Partecipa subito attivamente alla vita sociale e politica del suo Paese e nel 1952 apre uno studio legale insieme a Oliver Tambo, il primo gestito da neri in Sudafrica. Insieme ad altri 150, nel dicembre 1956 viene arrestato e accusato di tradimento in un processo che si concluderà cinque anni più tardi con un’assoluzione generale.

Nel 1961 fonda il braccio armato dell’Anc, l’MK, dedito ad azioni di sabotaggio, piani di guerriglia, addestramento paramilitare. Vieni quindi arrestato e condannato a 5 anni di carcere per attività sovversive ed espatrio illegale. Nel 1964 è nuovamente condannato, stavolta ai lavori forzati a vita, al processo di Rivonia, dal nome della località dove l’anno prima l’intero stato maggiore dell’Anc era stato catturato in una retata della polizia.

Dal banco degli imputati, Mandela pronuncia un celebre discorso in difesa del diritto degli oppressi alla lotta armata come ultima risorsa contro la violenza degli oppressori. Proclama anche il suo ideale di società non razzista con uguali diritti per bianchi e neri. Un ideale per cui proclama di essere pronto a morire. Viene trasferito nel carcere di massima sicurezza di Robben Island, al largo di Cape Town, dove passa 18 dei suoi 27 anni di prigione. Si laurea in legge per corrispondenza alla University of London.

In prigione diventa simbolo della lotta al regime razzista. Il 2 febbraio 1990 Frederik De Klerk annuncia la liberazione di Mandela. L’11 febbraio una folla immensa accoglie il leader, che si presenta al mondo con un discorso che resterà nella storia, offrendo perdono e riconciliazione all’impaurita minoranza bianca. Mandela è eletto presidente dell’Anc e inizia un difficile periodo di negoziato col governo di De Klerk, che prosegue per quattro anni.

Nel 1993 riceve il Nobel per la Pace insieme a De Klerk e nel novembre 2009, l’Onu proclamerà il 18 luglio “Mandela Day”. Nel 1994 l’Anc vince col 62% le prime elezioni multirazziali nella storia del Paese: Mandela è il primo presidente nero del Sudafrica e De Klerk è il suo vicepresidente.

Per Mandela inizia un infaticabile lavoro di consolidamento del suo fragile edificio. Nel 2004 annuncia l’intenzione di ritirarsi dalla vita pubblica per dedicarsi alla famiglia, comparendo sempre più di rado in pubblico. Nella memoria del mondo rimane forse l’immagine della fugace apparizione a Johannesburg durante la finale dei Mondiali di calcio, nel luglio 2010.

Dopo l’ultimo ricovero in ospedale si era trasferito nella sua abitazione di Johannesburg dove ha trascorso gli ultimi mesi di vita, circondato dall’affetto della famiglia e di un intero Paese.
Il 5 dicembre, a 95 anni si spegne Nelson Mandela.

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