Antonio Conte: condanna o assoluzione, purché definitiva

Il secondo filone di indagine sul calcioscommesse, che in questi giorni ha investito Rino Gattuso e Christian Brocchi non ha lasciato scampo neanche ad Antonio Conte: il suo nome è uscito nuovamente fuori, attraverso i verbali dell’interrogatorio a Ferdinando Coppola. Il portiere, che militava nel Siena ai tempi del tecnico leccese, interrogato sulla ormai tristemente famosa partita combinata con l’Albinoleffe, ha dichiarato: “(Conte) Ribadì che lui ci teneva ad arrivare primo ma ci lasciò sostanzialmente decidere come meglio credevamo, ciascuno per conto suo, qualora la squadra si fosse ritenuta impegnata dall’accordo preso all’andata”.

Una doccia fredda per il tecnico della Juventus, che pensava di aver risolto i problemi con la giustizia sportiva attraverso la squalifica di quattro mesi scontata all’inizio dello scorso campionato. Invece, ancora una volta, Conte si trova costretto a difendersi dalle accuse di alcuni suoi ex calciatori e in questa occasione ha scelto di rilasciare un’unica dichiarazione (scritta), nella quale annunciava di essere pronto a tutelarsi da chiunque intendesse ledere la sua dignità. L’allenatore pugliese ha anche scelto di rimanere in silenzio stampa nel post partita della gara di Coppa Italia con l’Avellino.

Il tecnico della Juventus è uno dei personaggi più discussi del panorama calcistico italiano degli ultimi anni. Su di lui sono state dette tante cose senza riuscire mai a raggiungere una verità totale. Andrebbe epurato dal calcio italiano o è una vittima della giustizia sportiva?

Come dichiarato dai gip, l’unica certezza in tutta questa faccenda del calcioscommesse, è che la partita Siena-Albinoleffe fosse combinata, in base a un patto verbale stretto dai calciatori al termine della sfida di andata, che prevedeva la vittoria pilotata dei bergamaschi nel caso in cui i toscani non avessero avuto bisogno di altri risultati. Non è dato sapere in maniera inconfutabile, a causa della natura delle indagini, se Antonio Conte fosse coinvolto o meno nella faccenda.

L’opinione pubblica sportiva resta dunque divisa sulla sua figura. C’è chi ritiene impossibile che il tecnico, perfezionista e attento a ogni minimo dettaglio, non fosse al corrente della combine di cui i suoi calciatori parlavano tranquillamente nello spogliatoio, e chi invece crede nella sua innocenza ritenendo inattendibili le dichiarazioni degli accusatori, ex calciatori che hanno ritrattato più volte, passando dall’assoluta estraneità di Conte al suo più totale coinvolgimento.

Sicuramente la figura di Conte esce macchiata in maniera indelebile da questa situazione, così come quelle di Gattuso e Brocchi, persone che comunque al di là della giustizia sportiva e penale, sono state giudicate colpevoli a priori dalla maggior parte dei media, che in Italia sono soliti condannare o assolvere con gran facilità e in tempi brevissimi. Il tecnico bianconero sembra essersi stufato della situazione e le voci che lo vorrebbero nel mirino del Monaco per la prossima stagione lo allontanano ulteriormente da un futuro in bianconero.

La verità è che tutti si sono stufati della sua vicenda. Sulla sua figura è necessario che l’intera Italia calcistica abbia un atteggiamento ben preciso: di assoluta condanna (non solo morale) nel caso di ulteriori prove certe del suo coinvolgimento nel calcioscommesse o di completa assoluzione (anche e soprattutto mediatica) nel caso in cui le voci sul suo conto restassero tali.

Altrimenti il rischio è quello di mostrarci ancora una volta come un popolo incapace di giudicare in maniera compatta e definitiva, voltagabbana e “venduti” sotto tutti gli aspetti. L’ennesima brutta pubblicità per l’Italia del calcio.