Addio Bruno Metsu, fece sognare un continente alla guida del Senegal

Oggi all’età di 59 anni è morto Bruno Metsu, a causa di una lunga malattia che ne aveva interrotto la carriera da allenatore da qualche mese.
Questo allenatore giramondo, di origini francesi, si era posto sotto la luce dei riflettori per gli ottimi risultati conseguiti alla guida della nazionale senegalese.

Con il Senegal Metsu raggiunse il secondo posto in coppa d’Africa che valse alla nazione africana la storica e prima partecipazione al campionato di calcio mondiale, svoltosi in Corea e Giappone nel 2002.
Arrivato al mondiale come nazionale debuttante, il Senegal ottenne da subito ottimi risultati sconfiggendo nella partita d’esordio la Francia campione del mondo in carica, proprio quella Francia in cui Metsu aveva iniziato la carriera da allenatore ma che l’aveva costretto ad emigrare per trovare un posto di lavoro.

I “Lions de la Teranga” incantarono il pubblico con il loro gioco tutto corsa e velocità, conquistando il secondo posto nel girone e di conseguenza l’accesso alla fase ad eliminazione diretta.
Dopo aver sconfitto agli ottavi di finale la Svezia con il risultato di 2-1, maturato dopo il golden goal, il Senegal fu eliminato dalla Turchia che poi si classificò terza in classifica.

Nonostante l’eliminazione rimase il bellissimo ricordo di una nazionale che fece emozionare e tifare l’intero continente africano e tutti gli amanti di un calcio spensierato a cui non siamo purtroppo più abituati.
Questa straordinaria impresa calcistica fu diretta da Bruno Metsu che come nessuno altro seppe inoltrarsi e immedesimarsi nella realtà africana.
Bruno infatti imparò il wolof, lingua locale, sposò una ragazza senegalese e si convertì alla religione islamica.
Riuscì inoltre a tirar fuori il meglio da alcuni talenti capaci poi di imporsi ad alti livelli nel calcio europeo come El Hadji Diouf ed Henri Camara.

Dopo i risultati raggiunti con il Senegal la carriera di Metsu proseguì in Quatar, prima alla guida della nazionale e poi con l’Al-Gharafa, il club più prestigioso, con il quale ottenne diversi successi.
Ed infine la rinuncia al suo incarico da allenatore dell’Al-Wasal per combattere la sua battaglia più importante contro un cancro al colon, al fegato e ai polmoni.

Oggi a Coudekerque, suo paese natale,” lo stregone bianco “ come lo avevano nominato i tifosi senegalesi dopo l’impresa mondiale, si è arreso ad un destino segnato dalla tragica malattia.
Il Senegal, ma più in generale il mondo del calcio, perde un personaggio fuori dagli schemi, che con competenza e simpatia ci ha regalato una bella storia da raccontare ai posteri..

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