Allarme tatuaggi: a rimetterci potrebbero essere i linfonodi

I tatuaggi sono spesso presi di mira per i possibili danni che provocano all’organismo. Si tratta in fin dei conti di una vera e propria lesione della pelle. Tra le possibili complicazioni dei tatuaggi troviamo in prima fila le reazioni allergiche agli inchiostri, con varie eruzioni cutanee manifestatesi anche a distanza di mesi o anni da quando il tatuaggio è stato fatto. La pelle può ginfiare e arrossare, presentando talvolta anche il pus, per via delle infezioni cutanee.

Ci sono poi i rischi più seri ma indiretti, provocati da un’attrezzatura contaminata da sangue infetto. Basta pensare all’epatite B, l’epatite C, l’HIV e il tetano.

Durante il disegno poi, possono formarsi cicatrici e nel tempo dei granulomi, cioè nodulini sottopelle provocati dalla reazione immunitaria del corpo.

Un recente studio però ha messo in evidenza un ulteriore effetto collaterale dei tatuaggi. Sembra che l’inchiostro contiene delle piccolissime particelle che viaggiando nel sangue, arrivano ai linfonodi e li fanno gonfiare in modo cronico.

I tattoo possono far gonfiare i linfonodi

I tattoo possono far gonfiare i linfonodi in modo cronico. A Dirlo è uno studio dei ricercatori dell’European Synchrotron Radiation Facility. Spiegano che all’interno degli inchiostri sono presenti dei pigmenti organici oltre che sostanze come come il cromo, il cobalto, il nichel, il manganese e il biossido di titanio.

Tutte le sostanze chimiche presenti all’interno degli inchiostri che vengono utilizzati per realizzare i tattoo possono provocare danni all’organismo ma su certi fronti, non è ancora stato approfondito quale impatto possono avere.

Ad esempio è stato notato che nelle persone dove la guarigione era ritardata e la pelle risultava inspessita dopo il tatuaggio, veniva usato il biossido di titanio.

Le particelle arrivano ai linfonodi, già lo sapevamo

Effettivamente era già noto che i pigmenti arrivano ai linfonodi. Veniva infatti osservato dai ricercatori come i linfonodi si colorano degli stessi toni dei tatuaggi per poterli espellere. Ciò che invece non era noto è che si trattava di nanoparticelle che viaggiavano velocemente nel sangue.
E’ stato scoperto grazie alla luce di sincrotrone, la quale consente appunto di analizzare le particelle più piccole nei tessuti. Ciò che ancora non sanno e quali danni effettivamente tali nanoparticelle possono provocare all’organismo.

Alcune cose da valutare prima di farsi fare un tatuaggio

Prima di farsi fare un tatuaggio quindi, è bene prendere alcune precauzioni. Prima di tutto informiamoci su chi farà il tatuaggio, rivolgiamoci a persone preparate. Assicuriamoci che utilizzi l’attrezzatura adatta, pulita e soprattutto monouso! Non dimentichiamoci che non solo aghi e tubicini devono essere nuovi, ma anche i pigmenti. In realtà tutto ciò che tocca durante una seduta deve poi sterilizzarlo. Come i tavoli, i lavandini e i cassetti.

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