Australian Open 2014: il ruggito del vecchio leone spaventa i big

Mai vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso. È questo l’insegnamento che Novak Djokovic e Rafael Nadal devono tener presente dopo questa sesta giornata di tennis agli Australian Open. Melbourne, infatti, sta presentando un Murray in ottime condizioni e un Federer che non ne vuole proprio sapere di abdicare senza prima aver lasciato la zampata da vecchio leone. Prima di dare per assodata la finale tra lo spagnolo e il serbo, occorrerà fare i conti anche con questi due. Nadal, da par suo, demolisce Monfils come se fosse l’ultimo arrivato mentre un ottimo Tsonga, finalista qui nel 2008, vince senza problemi il derby francese con Gilles Simon. Tra le donne, avanzano Azarenka e Radwanska mentre la Sharapova, superata la paura di due giorni fa contro un grande Karin Knapp, batte agevolmente la Cornet.

Partiamo da sua maestà Roger Federer. Lo svizzero non poteva certo temere la concorrenza del russo Gabashvili, ma si sa che un giocatore della sua classe più va avanti nel torneo più, vedendo vicina la meta, diventa pericoloso per chiunque. La 71esima vittoria dell’elvetico qui a Melbourne ha i contorni del monologo, anche se, pur mostrando un gioco degno dei tempi migliori, dovrà eliminare quei passaggi a vuoto al servizio che, in questo momento, fanno la vera differenza tra lui e i favoriti, se vorrà davvero competere per la vittoria finale. 6-2, 6-2, 6-3 il punteggio finale per lo svizzero il cui tabellone ora subisce un’improvvisa impennata, con Tsonga agli ottavi, ed eventualmente nell’ordine Murray e Nadal.

Proprio lo scozzese ha destato, forse, la migliore impressione quest’oggi. Superati i problemi alla schiena che gli hanno impedito di difendere il titolo a Flushing Meadows, Murray ha subito il break nel primo gioco contro l’idolo di sua madre Feliciano Lopez nell’unica palla break concessa in tutto l’incontro. Da lì è stato un monologo del britannico che, recuperato subito lo svantaggio, ha chiuso senza difficoltà 6-2 al terzo set. Ora per lui la sorpresa francese Robert, primo lucky loser della storia ad approdare tra i migliori sedici a Melbourne.

Netta vittoria anche per il numero uno del mondo Rafael Nadal il quale, nonostante i timori della vigilia di zio Toni che vedeva nella freschezza atletica di Gael Monfils un pericolo per lo spagnolo, ha vinto senza alcuna difficoltà la sua partita. Il punteggio finale (6-2, 6-2, 6-3) indica la supremazia del mancino di Manacor, sulla cui finora immacolata strada proverà ad immettersi il giapponese Kei Nishikori, che si è sbarazzato agevolmente in tre set di Donald Young, giustiziere di Seppi al terzo turno.

Da segnalare nel tabellone maschile la netta vittoria di Tsonga nel derby francese con Simon (7-6, 6-4, 6-2 con un finale in crescendo per il sosia di Mohammed Alì), e il passaggio del turno di Stanislas Wawrinka, che non è neppure sceso in campo per il forfait di Vacek Pospisil e che, come agli Us Open, continua a fari spenti la sua corsa verso i quartieri alti.

Per quanto riguarda il tennis femminile, ottima vittoria della Sharapova contro la pin-up francese Alize Cornet. La russa, che solo due giorni fa ha rischiato una sorprendente eliminazione contro Karin Knapp, si è aggiudicata un primo set senza storia per 6 a 1, per poi essere costretta al tie break nel secondo che chiudeva con il punteggio di 8 a 6, dopo aver annullato un set point all’avversaria.

Soffre la Radwanska nel primo set contro una Pavlyuchenkova finalmente in forma. La russa capitalizza al meglio il break ottenuto al sedicesimo gioco per aggiudicarsi con il punteggio di 7 a 5 il primo parziale, per poi cedere alla distanza al gioco vario ed efficace della polacca, la quale ora agli ottavi se la vedrà con la sorprendente spagnola Muguruza Blanco, che ha giustiziato una Caroline Wozniacki che non riesce a ritrovare lo smalto e il gioco che l’hanno mantenuta in vetta alle classifiche Wta per oltre un anno.

Bene, infine, la vincitrice delle ultime due edizioni Victoria Azarenka, che concede la miseria di 1 game all’austriaca Meusburger. La bielorussa, che fino ad ora ha destato un’ottima impressione, appare la rivale più credibile alla corsa al trono di Serena Williams: a metterle i bastoni tra le ruote proverà la giovane statunitense Sloane Stephens, non un ostacolo semplice per Vika.

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