Benedetto XVI nomina 22 cardinali, rafforzata presenza Italia ed Europa

    Papa Benedetto XVI ha annunciato che in data 18-19 febbraio terrà un Concistoro, durante il quale avverrà la nomina di 22 nuovi cardinali. Tra questi, 18 hanno meno di 80 anni e quindi, nel caso di un Conclave, risultano avere il diritto di voto. Tra i nuovi 22 cardinali, sette sono italiani, di cui sei di Curia, mentre uno è residenziale, nel senso che ha una diocesi sul territorio; parliamo del vescovo di Firenze, Giovanni Betori. Con queste nomine, il numero dei cardinali ordinati da Benedetto XVI superano quelli di Papa Giovanni Paolo II. Ma la vera novità non è tanto nei numeri, bensì nella composizione del nuovo Conclave. Salgono a 214 i membri del collegio cardinalizio, ma solo 125 di loro saranno elettori, essendo gli altri di età superiore agli 80 anni. Di questi 125, oltre la metà è europea, 67, e un quarto del totale è italiano, 30.

    Dunque, il nuovo Conclave che avrà lasciato Papa Ratzinger sarà certamente più euro-centrico e più tricolore. Non è un elemento secondario, perché la nazione o il continente di appartenenza potrebbero risultare determinanti per l’elezione del nuovo Pontefice.

    Complessivamente, i numeri dicono che 67 cardinali sono europei, 37 sono americani, 11 africani, 9 appartengono all’Asia e uno dell’Oceania. Con Benedetto XVI, quindi, si rafforza la presenza dei nordamericani, che salgono a 15 elettori, mentre resta sostanzialmente stabile quella dell’America Latina, che passa da 21 a 22. In calo la presenza di africani, che scendono a 11. Tra i nuovi ammessi al collegio cardinalizio ci sono presenze di peso, come quella dell’Arcivescovo di Berlino, Rainer Maria Woelk, che è anche il più giovane di tutti, avendo 55 anni.

    Le nuove nomine sarebbero di chiara impronta del primo ministro vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, e risponderebbero anche all’esigenza di avere cardinali a stretto contatto con il Vaticano, visto che ben 10 dei 18 nuovi hanno incarichi a San Pietro e di questi sei sono italiani.

    Ma come mai tanta Italia nelle nomine del Pontefice? Più che una questione di pura nazionalità, sarebbe stato privilegiato il profilo di chi lavora o si trova vicino alla sede del governo centrale della Chiesa. Il ragionamento di Papa Ratzinger è semplice: i cardinali servono a dare ossatura alla Chiesa, ma per farlo non possono essere uomini lontani geograficamente dal suo governo. Per questo, adesso l’Italia sarebbe determinante nel prossimo Conclave.

     

     

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