Bilancio UE, verso congelamento della spesa

    Il premier britannico David Cameron aveva proposto al Consiglio europeo un taglio del bilancio comunitario, dall’attuale 1% del pil allo 0,85%. Un’iniziativa, che non è piaciuta al duetto Francia-Germania, che vogliono contenere la spesa, ma non scendendo sotto l’1%.

    L’accordo che si sarebbe raggiunto tra i tre sarebbe dunque un congelamento delle spese del bilancio UE, da ora al 2020.

    In sostanza, la spesa potrà crescere in termini nominali, ma non reali, quindi andrà verso una sua stabilizzazione, sia in rapporto al pil, che in termini di crescita tendenziale.

    Pare che dietro la ritrovata armonia tra Francia e Germania ci sia un accordo segreto, per cui verrebbe preservato il capitolo di spesa in favore dell’agricoltura, che ammonta al 40% di tutto il bilancio comunitario, e che sta molto a cuore agli interessi francesi.

    La proposta di Cameron, di tagliare la spesa in modo netto, non è piaciuta quasi a nessuno, per motivi diversi.

    Non è piaciuta ai beneficiari netti, cioè a coloro che danno alla UE meno di ciò che ricevono, come Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda, oltre ai Paesi dell’Est, spaventati dal venir meno del vincolo di solidarietà, che fino ad oggi li ha favoriti in modo vistoso; ma non è piaciuta neanche a contribuenti netti come l’Italia, che dà alla Ue più di ciò che riceve, perchè il trio-guida che deciderebbe per tutti è inviso ai più.

    Si profila, insomma, una battaglia di tutti contro tutti!

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