Body Worlds, la controversa mostra sbarca a Bologna

“Gunther von Hagens’BODY WORLDS – Il vero mondo del corpo umano” questo è il nome dell’esposizione che ha fatto il giro del mondo e che a Milano, dopo la tappa nella capitale, è stato in scena alla Fabbrica del Vapore fino a Marzo 2013, dopo una proroga per gli ottimi risultati raggiunti, registrando 5000 visitatori solo nella prima settimana di apertura.

In mostra ci sono corpi, organi e tessuti umani perfettamente conservati grazie alla tecnica della plastinazione, inventata e brevettata proprio dallo scienziato tedesco Gunther von Hagens.
La plastinazione è una tecnica che permette la conservazione di un corpo iniettando al suo interno liquidi con polimeri di silicone rendendoli inodori e lasciando inalterati i colori.

Quelli in mostra sono corpi nudi e crudi ma al contempo veri. Un viaggio alla scoperta di ciò che racchiude l’anatomia: il corpo umano, ciò di cui siamo fatti, carne tangibile.
Sin dalla suo prima esposizione non sono però mancate osservazioni negative per il suo iperrealismo che certamente può urtare la sensibilità di molti.

L’evento però nasce con lo scopo di celebrare il corpo umano mostrandolo direttamente dall’interno. Un inno alla perfezione dei suoi meccanismi ma anche della sua fragilità e della necessità di mantenerlo al meglio delle possibilità con un corretto stile di vita, perché solo la vista di come possono trasformarsi i nostri organi può forse insegnarci qualcosa.

Osservando i corpi nella loro interezza, l’esperienza del visitatore è diretta, non mediata, e rappresenta una formidabile lezione di anatomia per chiunque, compreso chi lavora in campo medico/anatomico.
Tredicimila sono i donatori di corpi registrati, tra cui nove connazionali, la loro dedizione alla scienza ha permesso all’anatomia di uscire dal mondo strettamente scientifico fino ad arrivare a tutti.

Difficile dire se si tratti di un’esposizione eticamente giusta o sbagliata, troppo disarmante e reale, sono tanti però i commenti entusiasti lasciati sul sito ufficiale e la sensazione che resta è quella di aver avuto la possibilità di vedere lo specchio di noi stessi, così come non siamo abituati a vederci: corpi fragili e mortali.

Da poco la mostra è sbarcata anche a Bologna per la felicità di chi la aspettava, naturalmente nuove polemiche non sono tardate ad arrivare attraverso le parole del cardinale Carlo Caffarra, che alla vigilia dell’evento, a Novembre, ha definito l’evento “un’inutile provocazione”, bollandola come di “infimo livello, sensazionalistico, offensivo della sensibilità umana” perché presentava al pubblico dei cadaveri umani, compreso quello di una donna incinta. A Bologna, come a Milano, in molti si sono opposti fortemente all’esposizione di feti e bambini.

Andando oltre certe interpretazioni, bisogna ricordare che la mostra ha anche sortito effetti benefici su chi è andato a vederla, ovviamente “non è possibile verificare fino a che punto i visitatori dell’esposizione abbiano anche messo in pratica i loro propositi”, spiegano i curatori, ma in base a un’indagine condotta dall’istituto di Psicologia dell’università di Kassel sul 30% degli ospiti, qualche risultato potrebbe esserci stato.

Secondo quanto stimato dai dati ottenuti “per lo meno il 9% di quei visitatori ha dichiarato di aver fumato meno e di aver consumato meno alcol, il 33% da allora si nutre in maniera più sana, il 25% pratica più sport e il 14% vive in maniera più consapevole del proprio corpo, specie dei danni causati da pratiche dannose, come il tabagismo”.

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