Cani paracadusti usati contro i Talebani dalle forze speciali inglesi

    La settimana scorsa ha destato parecchio scandalo in Inghilterra e nel mondo la notizia secondo la quale alcuni pastori tedeschi sarebbero stati usati come paracadutisti dalle Forze Speziali inglesi in Afghanistan. I cani sarebbero stati impiegati infatti come “soldati in ricognizione”, catapultati nelle zone in mano ai ribelli muniti di telecamera per scovare i covi dei Talebani.

    Pare che ad impiegare questa tecnica, poi importata dagli inglesi, siano state per prime le forze speciali americane. Secondo quanto riportato dai giornali britannici – Guardian e Times in primis – i cani sarebbero addestrati ad attaccare uomini armati. Ammonterebbe ad 8 il numero dei caduti pelosi, rimasti sul campo durante le operazioni, “ma avrebbero potuto essere 8 uomini”.

    C’è da dire però che gli animali, fidi compagni di vita in tutte le attività dell’uomo, sono impiegati da sempre anche in quelle belliche. I muli simbolo dei nostri alpini sono forse l’esempio più “umano”, molto più abominevole l’utilizzo di cani come cavie per valutare gli effetti di armi chimiche, nucleari e da fuoco. Durante la seconda guerra mondiale, l’esercito americano usò cani kamikaze per far saltare in aria i panzer tedeschi.

    Insomma, la storia del sacrificio dei nostri amici animali, loro malgrado “salvatori della Patria”, è più lunga di quanto non si creda. Tanto che per ricordarlo a Londra, in Lane Park, c’è anche il monumento in onore dei caduti a quattro zampe di tutte le guerre. Questo non rende certo meno dolorosa l’idea che oggi da qualche parte nel mondo un cagnone venga lanciato da un aereo, come piccola vedetta pelosa nella guerra degli uomini contro altri uomini. Voi che ne pensate?

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