Capitale Europea della Cultura: nel 2019 tocca all’Italia

Sin dal 1985, ogni anno, una città europea viene scelta come Capitale Europea della Cultura. In questo arco di tempo la città eletta ha una grande occasione, quella di mostrare le sue bellezze al mondo, ma anche di manifestare il proprio sviluppo culturale. Il 2013 è stato l’anno di Marsiglia (Francia) e di Košice (Slovacchia), mentre il prossimo anno sarà la volta di Umeå (Svezia) e di Riga (Lettonia).

L’idea della Capitale Europea della Cultura è stata introdotta ventotto anni fa dal Consiglio dei Ministri Europeo su proposta dell’attrice greca Maria Amalia Mercouri, allora ministro del partito socialista greco PASOK. Nel 1985 fu proprio Atene (la città natale della Mercouri) a essere eletta prima Capitale Europea della Cultura.
Fino al 2004 la Commissione Europea ha eletto le capitali su basi intergovernative e ha finanziato le attività dei luoghi designati attraverso l’emissione di sussidi economici. Dal 2005 la giuria si è ampliata e anche le istituzioni europee sono state inserite nella procedura selettiva delle città in gara.

Tra sei anni sarà il turno dell’Italia (che dal 2004, quando venne eletta Genova, non ha più avuto l’onore di ospitare questo importante evento culturale) e le città candidate sono molte, da Matera a Venezia, da Palermo a Bergamo. Tra gli altri nomi troviamo anche: Amalfi, Aosta, Caserta, Catanzaro, L’Aquila, Lecce, Mantova, Perugia-Assisi, Pisa, Ravenna, Siena, Siracusa, Taranto, Torino e Urbino. Ci sarà dunque l’imbarazzo della scelta essendo quelle appena citate tra i posti culturalmente più ricchi del Bel Paese.

L’idea della defunta attrice greca è stata un modo per marcare ancora una volta il motto dell’Unione Europea “Uniti nella diversità”, una frase che mostra la possibilità di una cooperazione pacifica e rigogliosa tra paesi differenti per lingua e cultura. La cultura e l’arte, sebbene così diverse da nazione in nazione, sono da sempre valori universali che accomunano gli uomini e che rinforzano i legami esistenti.

Tra i requisiti che deve soddisfare il programma della Capitale Europea della Cultura ci sono la dimensione europea e la città e i cittadini. Il primo criterio implica un programma che miri a sottolineare la ricchezza delle diversità culturali e gli aspetti comuni delle culture d’Europa, consolidando la cooperazione fra gli artisti, gli operatori culturali e le città degli Stati membri. Il secondo criterio incita alla partecipazione attiva dei cittadini residenti (e delle città limitrofe) alle attività organizzate, al fine di invogliare uno sviluppo sociale e culturale duraturo.

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