Come si può gestire e combattere la timidezza?

Quando parliamo di timidezza non dobbiamo confonderla con l’introversione. La timidezza è una tendenza emotiva e comportamentale che tocca tre aree della persona: le sensazioni, i pensieri e i comportamenti. In realtà, l’essere timidi è dovuto soprattutto alla nostra insicurezza e l’idea che abbiamo costruito di noi stessi può giocare un ruolo fondamentale nella percezione delle nostre reali capacità. Mentre l’introversione è un sentimento che può interessare la personalità e il carattere di un individuo. Questa distinzione è molto importante perché finché la timidezza non raggiunge le parti emotive più recondite del soggetto al punto di impedirne il contatto con gli altri, rimane ad un livello superficiale come puro sentimento. Se invece è così profonda da creare disagi e stress nel quotidiano, spingendo la persona a estraniarsi, diventa un problema che può trasformarsi presto in patologia. Un esempio? Se un individuo, durante una festa, passa il tempo in un angolo, parliamo di timidezza; se la persona non ci va proprio alla festa, ci troviamo di fronte ad un disagio, che impedisce le semplici attività quotidiane.

Fobia sociale

Quando una persona timida si trova a partecipare ad eventi sociali, può iniziare a soffrire di disagi fisici come sudorazione eccessiva alle mani, rossore al viso, aumento del battito cardiaco, attacchi d’ansia e respirazione affannosa. La sola idea di dover parlare con persone sconosciute mette il timido in una situazione di confusione e agitazione tale da isolarlo dal resto del gruppo.

Fatica ad esprimere pensieri

Una delle preoccupazioni maggiori di una persona timida è quella di essere giudicata e criticata da chi la circonda. Il sentimento più comune è la paura di trovarsi costantemente sotto osservazione e così ci si sforza di apparire sempre al meglio, timorosi di non essere all’altezza degli altri. Questo stato di disagio porta questi individui a restare sempre in disparte, senza farsi avanti soprattutto in ambito lavorativo, perdendo ottime occasioni.

Assunzione di comportamenti difensivi 

La maggior parte dei timidi preferisce evitare situazioni che possano causare ansia e disagio e questo comportamento spesso porta alla negazione di una vita sociale normale e di nuove opportunità lavorative e relazionali. Tra i sintomi più evidenti c’è l’evitare il contatto visivo, il non mangiare in luoghi pubblici o l’incapacità di discutere di fatti personali.

Quali sono i meccanismi bloccanti?

Secondo la teoria del Dr Bernardo J. Carducci, del Dipartimento del Shyness Research Institute dell’Indiana, USA, questo sentimento della timidezza è qualcosa che si sviluppa col tempo; non è un elemento innato e comprende tre aspetti fondamentali:

  • una profonda sfiducia in sé stessi, un’auto-svalutazione che porta l’individuo timido a sentirsi inferiore rispetto alle altre persone;
  • un’esagerata auto-critica che, soprattutto durante eventi sociali, porta la persona ad isolarsi dal resto del gruppo;
  • una tendenza pessimistica della vita che porta il timido a concentrarsi maggiormente sulle situazioni negative che sui propri punti di forza.

Come si può vincere la timidezza?

Prima di tutto, riconoscendo il problema senza vergognarsi per poi concentrarsi sui propri punti di forza e sulle altre persone che ci circondano.

Come si può migliorare nella vita di tutti i giorni il proprio rapporto con la timidezza?

  1.  Aumentando la fiducia in sè stessi attraverso esercizi costanti che rafforzino un’idea positiva, come ad esempio capire quali siano gli aspetti del proprio carattere che vengono apprezzati maggiormente dagli altri e provare a farli risaltare in modo più rimarcato.
  2. Esponendosi e migliorando le proprie abilità sociali. Purtroppo una delle abitudini più comuni dei timidi è quella di scansare situazioni ed eventi sociali che potrebbero portare ad un disagio. Oggi la tecnologia può venirci in aiuto, attraverso l’utilizzo di app che funzionano come veri e propri psicologi e personal coach. Tra le più popolari troviamo Psykeapp autostima, Calm, ma esistono anche app che aiutano ad organizzare un primo appuntamento a Torino o in altre città, ad esempio; è tutto molto immediato, basta creare un semplice account con foto e poi chattare in modo rilassato e virtuale prima di decidere di incontrarsi di persona. Questo nuovo modo di mettersi in gioco, migliora la comunicazione verso l’esterno senza l’ansia di trovarsi subito di fronte ad uno sconosciuto e relazionandosi in modo più sereno anche con persone nuove.
  3. Migliorando la conversazione con la tecnica COCI. Questa tecnica serve per prevenire il temuto silenzio e consiste in una serie di domande per trovare cose in comune con l’interlocutore ed elementi interessanti nell’ambiente circostante su cui poter imbastire un discorso e per condividere qualcosa, indagando nel frattempo su quello che potrebbe chiedere la persona che ci si trova di fronte.
  4. Partecipando a terapie di gruppo che aiutano a confrontarsi con altri individui che hanno le stesse problematiche in modo da ridimensionare gli ostacoli.
  5. Iscrivendosi ad uno sport di socializzazione come la pallavolo, la danza o il nuoto, per imparare  a partecipare in modo attivo, ma senza forzature eccessive. Una volta raggiunta maggiore sicurezza si potrà passare ad uno sport di squadra o di contatto.
  6. Iscrivendosi ad un corso di yoga che immerga la persona in un flusso altamente positivo per il benessere individuale, agendo sia a livello fisico che mentale. Si tratta di una disciplina molto intima anche se viene condivisa con altre persone: il tappetino diventa un’isola accogliente su cui potersi lasciare andare, rilassandosi.

Fonte: Pinterest

In conclusione, oggi vincere totalmente la timidezza sembra veramente possibile grazie a strategie divertenti e stimolanti, che possono creare nuove opportunità di crescita personale. Non è necessario essere sempre estroversi, tuttavia essere timidi in certe situazioni rischia di compromettere delle occasioni che potrebbero non presentarsi più. La timidezza non deve essere considerata un difetto, ma un atteggiamento difensivo che si può migliorare con il tempo e attraverso esercizi costanti. Tutto parte dall’insicurezza della persona, dalla percezione delle sue limitate capacità che possono portare a faticare per farsi conoscere davvero a causa di una sorta di freno inibitore. D’altra parte, un aspetto positivo di essere timidi è quello di entrare in confidenza con un’altra persona gradualmente, relazionandosi dopo un attento studio reciproco. Recuperare la fiducia in sè stessi diventa quindi il primo step per poter risalire i gradini più complessi della propria sfera emotiva ed essere in grado di  poter vivere liberamente e con spensieratezza una vita sociale sana.

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