Nel marzo 2017 Matteo Renzi avrebbe detto al padre Tiziano di non dire bugie ma di raccontare tutta quanta la verità ai magistrati. Ricordiamo che Tiziano Renzi è indagato nell’inchiesta Consip.

Questo è quanto emerge da un’intercettazione telefonica che non è stata depositata agli atti, ma riportata nel libro del cronista Franco Lillo e anticipata dal Fatto Quotidiano. Matteo Renzi decide di chiamare il padre una volta letta l’intervista rilasciata a Repubblica da Alfredo Mazzei, il commercialista napoletano il quale parla di un incontro tra Tiziano Renzi, Carlo Russo e Alfredo Romeo. 

Tiziano dice di non aver mai avuto incontri con Alfredo Romeo, nega la cena con l’imprenditore in un ristorante. Tuttavia il figlio non gli crede: ” Devi dire tutta la verità ai magistrati, non puoi dire che non conosci Mazzei perché è l’unico che conosco anche io. Devi ricordarti tutti i nomi e tutti i luoghi”. Queste le parole replicate dall’ex premier. E poi ancora: ” Non ti credo e devi immaginarti cosa può pensare il magistrato. Non è credibile che non ricordi di avere incontrato uno come Romeo, noto a tutti e legato a Rutelli e Bocchino”. Tiziano continua a ribadire di essere estraneo ai fatti, parla di una cena avvenuta nel 2012 con alcuni esponenti del mondo delle imprese, in cui potrebbe aver incontrato Romeo.

Renzi è anche molto preoccupato per la madre, in merito a questa vicenda. In un lungo post su Facebook da parte dell’ex presidente del Consiglio, scrive che quella telefonata fatta al padre era necessaria. Sottolinea infatti che, da uomo delle istituzioni non poteva fare diversamente.