Entrate 2010 in calo, ma è l’effetto “una tantum”

    Le entrate tributarie di competenza nei primi dieci mesi del 2010 sono diminuite dell’1,7%, rispetto allo stesso periodo del 2009, e dell’1,8% quelle di cassa.

    In sostanza, rispetto al periodo gennaio-ottobre 2009 mancano 5,2 miliardi di euro, ma la Banca d’Italia chiarisce che il minore gettito sarebbe dovuto alle una tantum dello scorso anno, cioè maggiori entrate 2009 non strutturali e anche al venir meno di tributi, in seguito al decreto anti-crisi, varato dal governo nel novembre 2008, che aveva appunto previsto entrate una tantum per il 2009, ma nn per il 2010.

    Quanto al debito pubblico, a ottobre, lo stock è cresciuto di 22 miliardi, rispetto a settembre, attestandosi a 1867,398 miliardi di euro; ma si fà notare come il Tesoro avrebbe registrato un incremento di 14,5 miliardi di euro nel valore delle attività detenute presso la Banca d’Italia. E’ anzi probabile che a fine anno, le attività segnino un valore superiore a quello dell’incremento del debito, portando lo stock a un calo anche nominale.

    Al netto delle una tantum, il gettito fiscale del 2010 sarebbe in linea con quello dell’anno precedente, registrando solo un -0,3%. Insomma, una situazione dei conti che non pare vada nella direzione di un allarme.

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