Excelsior, la felicità della squadra più perdente d’Italia: 1 vittoria in 12 anni

Undici campionati federali (il dodicesimo è in corso), 3 pareggi, una vittoria e… Calcolate voi quante sconfitte. Stiamo parlando della squadra Excelsior nata nel 2001 su richiesta di un gruppo di ragazzi di Bolzano che si sono rivolti all’associazione “La Strada – Der Weg ONLUS” per fondare una squadra vera e propria, per poter giocare in un campionato. È proprio grazie a questi ragazzi che è nata l’avventura della squadra di terza divisione. L’obiettivo non è quello di arrivare in Serie A, e nemmeno quello di segnare un gol in una finale di Champions League.

L’obiettivo è, invece, quello di provare ogni Domenica l’emozione di giocare una partita, di buttarsi nella mischia e dimostrare il proprio valore, senza paura di sbagliare, senza paura di essere insultato, perchè qui non conta essere più bravo dell’altro e partire titolare, ma dare il proprio contributo, mettere tutto se stesso, anche se hai due mattoni al posto dei piedi, o, come dice il coordinatore della rosa Massimo Antonino in un’intervista rilasciata a ilquotidiano.it, “due ferri da stiro ai piedi“.
Tutti devono giocare lo stesso numero di minuti: ognuno degli oltre 30 tesserati ha un “contaminuti” per non creare diseguaglianze.

La squadra è stata iscritta in terza categoria e da lì non si è mai più mossa. La squadra ha iniziato, piano piano, a conquistare la simpatia della città, della provincia e i giornali hanno iniziato a parlare di loro. Rappresentano l’esempio di correttezza nel mondo dello sport, il naturale antidoto alla violenza sugli spalti, agli ultras che ricattano giocatori e squadre, ai calciatori che non rispettano l’avversario.

Alla base di tutto, quindi, c’è l’obiettivo di sensibilizzare il mondo dello sport e quindi dare visibilità a questo “esperimento”. Il risultato è stato ampiamente raggiunto e continua ad essere perseguito: sono moltissimi a seguire con attenzione ed interesse le avventure della squadra. Il club di Bolzano ha perso in tutti i modi possibili: subendo venti gol senza segnarne uno, subendo 10 gol senza andare in rete, ma anche 17-1 e 5-3. I campioni di correttezza e fairplay non riescono a ottenere grandi risultati in campo, ma poco importa.

I risultati fuori dal campo non sono mancati: su 11 campionati disputati hanno vinto per ben 8 volte la coppa disciplina-fair-play, centrando anche un secondo e un terzo posto nella classifica sportività. Nel 2002 il club nato dalla Onlus ha vinto il Premio “Lealtà nello Sport” istituito dalla F.I.G.C. e dall’Enel per le squadre più corrette. Il progetto di Excelsior è stato inviato dal comitato Autonomo di Bolzano della F.I.G.C. direttamente a Coverciano.

Ma, si sa, i “miracoli” succedono anche nel calcio: nel corso del decimo campionato, il 19 novembre 2010 un sogno inseguito per dieci anni è diventato realtà. L’Excelsior ha vinto la sua prima partita ufficiale. Una vittoria fantastica, non tanto per il risultato, quanto per il fatto che è stata raggiunta mantenendosi coerenti con il principio di uguaglianza, che è il perno su cui è costruita la squadra: tutti allo stesso livello e tutti in campo per lo stesso numero di minuti.

L’importante è crederci e inseguire assieme un obiettivo comune che crea forte coesione e solidarietà all’interno del gruppo. Anche perchè l’Excelsior è una squadra multietnica, multicolore, multietà, dove giocano i ragazzini di 16 anni e gli over 35. E su quel campo non scendono i migliori undici, ma undici persone che danno l’anima, e se subiscono una goleada, non danno vita a una rissa o fanno gestacci; ma escono dal campo e danno la mano agli avversari complimentandosi.

Dopo essere finiti su Rai 2 e aver raccontato l’esperienza in corso, ora la loro storia finirà in un documentario francese : le riprese sono già cominciate, ovviamente all’insegna del divertimento.

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