Fiat pronta al piano B per Mirafiori

    La Fiat sarebbe pronta a valutare e presentare ai sindacati un piano alternativo, se questi non dovessero accettare il piano di riconversione dello stabilimento, presentato dall’ad Sergio Marchionne.

    Marchionne, nei giorni scorsi, aveva offerto alle sigle sindacali un accordo, che prevede investimenti a Torino, per un miliardo di euro, in cambio di maggiore flessibilità nella turnazione, per rispondere meglio alle fluttuazioni del mercato, nel corso dell’anno, con orario di 40 ore settimanali, spalmate su 4 o 5 giorni a settimana.

    Il modello è quello di Pomigliano e lo scoglio è sempre lo stesso, la Fiom.

    Il sindacato di categoria della Cgil, infatti, non accetta l’accordo, così come non lo aveva, nei mesi precedenti, accettato nello stabilimento campano, mettendo in forse centinaia di milioni di nuovi investimenti.

    Le altre sigle di categoria dei metalmeccanici rimangono piuttosto perplessi dall’atteggiamento della Fiom e attaccano, sostenendo che questo atteggiamento sia il migliore viatico per il fallimento.

    Cerca di smorzare le polemiche il Ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, sicuro della volontà di Fiat di investire i famosi 20 miliardi, sui 6 stabilimenti italiani.

    Fiom attacca, ribadendo che la presentazione di un eventuale piano B sarebbe una minaccia che penderebbe sulla testa dei sindacati e dei lavoartori.

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