Fondo Monetario: altri Paesi come Grecia e Irlanda

    Il capo economista del Fondo Monetario Internazionale, Olivier Blanchard, ha confermato le previsioni di una crescita a doppia velocità, a livello globale, sottolineando come il pil cresca a livelli soddisfacenti solo nei Paesi emergenti, mentre deluderebbero le economie avanzate.

    Secondo l’economista di Washington, i Paesi sviluppati avranno una crescita di lieve entità, che permetterà loro, a malapena, di far fronte alla disoccupazione, ma non di ristabilire un equilibrio, rispetto agli eccessi del passato.

    Ed è su questo punto che si sofferma Blanchard, preoccupato per gli squilibri fiscali di alcuni Paesi, soprattutto europei. Altri Paesi sarebbero nella medesima condizione di Grecia e Irlanda e, di conseguenza, secondo il Fmi, altri Paesi europei dovrebbero chiedere aiuto alla UE e allo stesso Fmi, senza atteggiamento ricalcitranti, sebbene sia comprensibile la chiusura rispetto all’adozione dei piani di aiuto.

    E’ un’analisi inedita, quella del Fondo Monetario, che sembra suggerire ai Paesi più in difficoltà proprio la richiesta di aiuti, in cambio dell’adozione di piani di risanamento.

    Pare che la strategia dell’istituto di Washington sia quella di metter mano direttamente agli squilibri europei, attraverso il sostegno congiunto con la UE, tale da scongiurare un clima di default mondiale.

    Difficile che l’invito venga accettato da chi di dovere; Spagna e Portogallo, i Paesi più direttamente interessati all’analisi, anzi, si stanno prodigando a risanare il deficit, senza sostegni esterni, anche per evitare la sfiducia dei mercati, riguardo alla capacità dei rispettivi governi, di metter mano alla situazione, in modo autonomo.

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